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Cronaca | 27 agosto 2019, 07:46

Collegno apre le braccia e riaccoglie il suo poeta e partigiano Mario Gramaglia

Dopo un periodo di convalescenza, l'uomo - classe 1926 - è tornato nella sua casa

Collegno apre le braccia e riaccoglie il suo poeta e partigiano Mario Gramaglia

Dopo un periodo di convalescenza, Mario Gramaglia è tornato a casa, nella sua Collegno. Classe 1926, cittadino benemerito, partigiano, internato e poeta, anche quest'anno ha scritto il sonetto per San Lorenzo  e per la festa della Madonnina, e nel 2015 gli è stato consegnato l'attestato di benemerenza al volontariato per la libertà, per il coraggio e le azioni svolte nella lotta di liberazione nazionale.

Ad accoglierlo nuovamente nella sua città, dove è nato e cresciuto, c'erano Ottorino Cirella, presidente dell'ANPI, e il sindaco di Collegno Francesco Casciano, che hanno portato a Mario una medaglia dell'ANPI e una caffettiera, per continuare a rispettare quel rituale mattutino che porta avanti da ormai cinquantacinque anni con la sua consorte, Luisa. Per anni, infatti, Mario Gramaglia ha portato tutte le mattine  il caffè a letto alla moglie, che ora manterrà viva questa abitudine servendolo al marito, in attesa che egli si riprenda completamente.

Un partigiano con l'anima di uno scrittore che ha accolto i suoi due ospiti raccontandogli tutte quelle vicende della sua infanzia e della sua gioventù che continuano a renderlo orgoglioso di essere collegnese.

Diana Tassone

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