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Economia e lavoro | 26 luglio 2019, 08:30

Italiani popolo d’inventori: 5 invenzioni made in Italy che hanno fatto la storia

Dalla pila elettrica di Alessandro Volta al microchip di Federico Faggin

Italiani popolo d’inventori: 5 invenzioni made in Italy che hanno fatto la storia

L’ingegno e la creatività del popolo italiano sono ben noti in tutto il mondo, numerosi sono i campi in cui i nostri connazionali hanno lasciato il segno tra i quali l’arte, la scienza, la cultura e la medicina.

Ma non tutti sanno che molti oggetti di uso quotidiano che hanno cambiato e migliorato la nostra vita, lasciando un segno importante, sono stati ideati e progettati da inventori italiani.

Addirittura la nascita stessa del brevetto è un’invenzione del nostro paese, infatti i primi brevetti della storia furono concessi a Sibari, in Calabria, in epoca greca, come garanzia dei profitti economici per la durata di un anno; ovviamente il concetto di brevetto e tutela intellettuale si è evoluto nei secoli fino a raggiungere, ad esempio, il recente e importante Accordo TRIPS, del 1994, sui diritti di proprietà intellettuale (la sigla TRIPS sta per “Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights” - in italiano, Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale) . Questo Accordo molto importante ha stabilito i criteri base della tutela della proprietà intellettuale e quindi dei brevetti, che devono essere rispettati da tutti gli Stati firmatari dell’accordo (che sono i 162 paesi membri dell OMC - Organizzazione del commercio internazionale, meglio conosciuta come WTO)

Con questo articolo, vorremmo aiutarvi a ricordare 5 invenzioni importanti , tutte Made in Italy, frutto di idee di inventori italiani, che hanno cambiato il corso della Storia.

Se fino al 1688 lo strumento a tastiera per eccellenza era il clavicembalo, nel Settecento grazie al veneto Bartolomeo Cristofori nacque il pianoforte, che divenne il protagonista della scena musicale europea. Cristofori per progettare il nuovo strumento sostituì dei saltarelli del clavicembalo con martelletti, indipendenti dai tasti e movimentati da una contro-leva a bilancia avente due movimenti, uno anteriore che spingeva in alto il martelletto inviandolo a percuotere la corda ed uno posteriore che faceva calare lo smorzo attaccato all'altra estremità della contro-leva, restando così libera la corda da poter vibrare al colpo del martelletto. Cessata l'azione del tasto, avveniva il contrario; il primo prototipo venne presentato alla corte dei Medici a Firenze.

Tra il 1799 e 1800 Alessandro Volta inventa la “pila elettrica”, il brevetto derivò da anni di studi e osservazioni precedenti, soprattutto sull’elettricità animale e sulle relative teorie di Luigi Galvani un altro ricercatore italiano il quale illustrava come costruire il primo generatore statico di elettricità. La versione definitiva della pila elettrica era costituita da una colonna di dischi di zinco alternati a dischi di rame, con uno strato intermedio di cartone bagnato di acqua salata. Collegando i due poli con un conduttore elettrico si realizzava un circuito in cui passava corrente continua. Volta grazie alla sua invenzione fu premiato con una medaglia d’oro da Napoleone Bonaparte.

Nel 1933 Alfonso Bialetti, progetta la prima Caffettiera Moka, rivoluzionando il modo di preparare il caffè a casa. Inizialmente l’azienda si occupava della produzione di semilavorati in alluminio Il brevetto originale prevedeva che la sua forma fosse unicamente ottagonale. Dal giorno in cui venne progettata ad oggi la forma della moka Bialetti e i materiali con i quali viene prodotta non sono mai cambiati. Per il nome “Moka”, Bialetti prese ispirazione dalla città di Mokha nello Yemen, una delle prime e più rinomate zone di produzione del caffè.

Tra il1962 e il 1964 grazie all’ingegno di Pier Giorgio Perotto all’ora ingegnere dell’Olivetti, nasce il primo calcolatore commerciale piccolo - digitale e programmabile chiamato P10, la macchina era dotata di funzioni logiche, salti, registri, memoria interna e possibilità di salvare dati e programmi su un supporto magnetico esterno. Dopo il lancio commerciale, il calcolatore divenne oggetto di interesse della Nasa, che ne acquistò 45 pezzi per elaborare la traiettoria dell’Apollo 11, fino al vero e proprio boom commerciale che fece in modo che il P10 si trovasse sulle scrivanie di tutto il mondo. Solo negli Stati Uniti si vendettero 40.000 macchine e, nel 1968, la Hawlett-Packard comprò lo sfruttamento commerciale del brevetto dall’azienda italiana per 900.000 $.

Nel 1971 Federico Faggin, fisico italiano trapiantato in America negli anni 70, inventò il primo microchip, un congegno minuscolo ma importantissimo per l’elettronica moderna, iniziò con Intel 4004, per poi progettare gli altri microprocessori come l’8008, il 4040, e infine l’8080, ovvero il primo microprocessore veloce a 8 bit che ampliò radicalmente la gamma di applicazioni. Negli anni ha ricevuto diverse lauree honoris causa e nel 2010 Barack Obama consegnò anche un premio per l’innovazione.

Tra il 2013 e il 2018 il numero di domande di brevetti e marchi nazionali depositate ha registrato una crescita del 34,6%, passando da 38.078 a 51.252 brevetti, tali dati sono stati elaborati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, presentati il 25 gennaio 2019 nel corso di un convegno su Open Science & Innovation a Milano.

Inventiva, intuito creatività e sono gli ingredienti base per sviluppare l’innovazione, che oggi più che mai è considerata il motore per la ripresa del nostro paese.

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