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Cronaca | 18 luglio 2019, 07:33

Lutto ad Alpignano, la città piange la scomparsa di Lino Autigna

Ex-internato presso il campo di lavoro tedesco di Aschersleben, aveva 96 anni

Lutto ad Alpignano, la città piange la scomparsa di Lino Autigna

Sono giorni di lutto e dolore, questi, per Alpignano. Nella giornata di sabato, infatti, è mancato Pasquale Autigna, per tutti conosciuto come Lino. Aveva 96 anni ed era uno dei pochi rimasti ad aver tristemente conosciuto gli orrori dei campi di concentramento nazisti. Richiamato alle armi nel settembre 1942 fu mandato a combattere sul Fronte Occidentale presso l’attuale Dalmazia. Dopo la proclamazione dell’armistizio dell'8 settembre 1943 fu fatto prigioniero dai tedeschi e portato ad Auschwitz e successivamente trasferito ai lavori forzati presso il sottocampo di Aschersleben, uno dei molti del campo di concentramento principale di Buchenwald, in Turingia (Germania orientale). Solo nell’aprile 1945, dopo l’invasione Alleata della Germania fu liberato dagli americani, ma riuscì a rientrare in Italia solo cinque mesi dopo, nel settembre 1945. Tre anni esatti da quel settembre ’42 quando parti per la guerra.

Si ricorda molto bene dei suoi racconti l'ex sindaco di Alpignano, Sergio Andreotti: “mi diceva che ai lavori forzati faceva 12 ore al giorno per una piccola razione di margarina e pane. Era arrivato a pesare poco più di 42 kg”. E dire che Lino, per chi l'ha conosciuto, era un uomo alto e robusto. “Nel 2008 l'avevo conosciuto meglio - racconta Andreotti - con il viaggio del Treno della Memoria che avevamo organizzato, ad Auschwitz. Ricordo che quando entrammo nel museo dell'ex campo di concentramento, Lino si sentì mancare per la forte emozione”. Da quell’anno tra i due nacque una profonda amicizia. “Nel 2011 gli promisi che se fosse arrivato a 90 anni l'avrei portato a visitare il campo Aschersleben in cui era stato prigioniero”. E così è stato. Andreotti ormai non più sindaco riuscì ad organizzare il viaggio ad Aschersleben, e visitarono anche Berlino e Norimberga. “Ritrovammo la fabbrica dove Lino aveva lavorato da internato e si ricordò, benché fosse passato tantissimo tempo, anche il luogo dove alla sera andavano a dormire” narra emozionato Andreotti. A 90 aveva ancora energie per ripercorre questi tristi luoghi, anche se gli facevano male dentro. Da quando venne istituito il Giorno della Memoria, Lino Autigna, divenne testimone fisso per raccontare gli orrori dei campi di concentramento nazisti. “Per me è stato un grande uomo ed un grande amico” conclude l’ex sindaco, che alle esequie di lunedì scorso, 15 luglio, ha dedicato un elogio funebre a Lino. Per chi l’ha conosciuto è stato una persona affabile e sempre disponibile, dal carattere mansueto ed allegro.

Paolo Giordanino

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