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24ovest.it | 05 luglio 2019, 12:34

Inceneritore del Gerbido, via libera al programma Spott 2, per 5 anni monitorati salute e ambiente

Azzarà: "Un progetto di grande portata scientifica che tutela i cittadini e il loro diritto alla salute"

Inceneritore del Gerbido, via libera al programma Spott 2, per 5 anni monitorati salute e ambiente

Il Comitato locale di controllo sul termovalorizzatore di Torino ha approvato il nuovo programma di biomonitoraggio che sarà denominato Spott 2, acronimo di Sorveglianza sulla salute della popolazione nei pressi del termovalorizzatore di Torino.

Si tratta di una nuova campagna di controlli su un campione “statisticamente significativo” di cittadini residenti dell'area di ricaduta dei fumi dell’impianto e di nuovi studi sull’inquinamento. Spott 2 durerà cinque anni (2020-2025) e prevede dieci linee di intervento.

Spott sarà coordinato da Cristiana Ivaldi, responsabile del servizio di epidemiologia di Arpa Piemonte. Il coordinamento da parte di un ente scientifico garantisce la terzietà rispetto al Comitato locale di controllo che è un organismo (appunto, di controllo) di rappresentanza politica dei comuni e della Città metropolitana e che, a sua volta è “terzo” rispetto a Trm..

Gli interventi di Spott saranno tutti vagliati da un Comitato tecnico-scientifico, mentre i monitoraggi sulle persone saranno anche approvati dal Comitato etico di zona. L’intero programma Spott 2 costa circa un milione 650mila euro, interamente pagati da Trm, la società che gestisce l’inceneritore.

Il Comitato locale di controllo (dove sono intervenuti per la prima volta i nuovi rappresentanti delle neoelette amministrazioni di Beinasco e Rivoli) ha approvato il programma, ma sarà la Città metropolitana che siglerà una convenzione con Trm per il trasferimento delle risorse economiche ripartite nei cinque anni. La Città metropolitana, a sua volta, trasferirà le risorse agli enti che svolgeranno le singole parti del programma.

I costi, come detto, sono sostenuti interamente da TRM e sono ripartiti tra le 10 linee di intervento. Eccoli.

Linea 1 e 2 (Monitoraggio epidemiologico, effetti a breve termine e Sorveglianza epidemiologica, effetti a lungo termine) entrambi gestiti da Arpa Piemonte: euro 116.000;

Linea 3 (Biomonitoraggio residenti e allevatori: calcolo su un campione di 357 volontari), gestito da Asl TO3, Asl Città di Torino: euro 675.985;

Linea 4 (Monitoraggio lavoratori dell’impianto), gestito da Asl TO3 con Arpa Piemonte: euro 116.930;

Linea 5 (Monitoraggio delle matrici alimentari), gestito dall’Istituto zooprofilattico di Torino con servizio veterinario Asl TO3: euro 168.400;

Linea 6 (Studio modellistico di dispersione degli inquinanti in atmosfera), gestito da Arpa Piemonte: euro 100.000;

Linea 7 (Monitoraggio del mercurio), gestito da Arpa Piemonte: euro 31.200;

Linea 8 (Banca biologica) gestita da Asl TO3: euro 70.000;

Linea 9 (Coordinamento progetto), gestito da Arpa Piemonte: euro 215.000;

Linea 10 (Comunicazione dei risultati e divulgazione scientifica), gestita da Asl TO3: euro 140.000

Altri 20.000 euro circa vanno a Città metropolitana per attività di gestione del programma e di comunicazione ai cittadini.

La presidente del Comitato locale di controllo, la consigliera metropolitana delegata all’ambiente, Barbara Azzarà, ha espresso ai rappresentanti dei Comuni e degli enti di controllo, la propria soddisfazione per l’avvio di questa nuova stagione di monitoraggi. 

«Per realizzare questa campagna di studi sulle ricadute ambientali e sanitarie dell’inceneritore – ha detto Azzarà – abbiamo voluto la massima condivisione di tutti i soggetti sanitari e di vigilanza ambientale, oltre alla condivisione dei Comuni. Un lavoro lungo che ha portato a un progetto di grande portata scientifica che ha l’unico scopo di tutelare i cittadini e il loro diritto alla salute».

Comunicato Stampa

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