/ Cronaca

Cronaca | 04 luglio 2019, 15:44

Arresti G7 Venaria, Askatasuna: “Fuori tempo massimo”. Perino: “I No Tav non si fermano: pronti per il Festival Alta Felicità” (VIDEO)

Contestate le ordinanze scattate questa mattina per diciassette antagonisti, che avevano partecipato alle manifestazioni nel 2017

Arresti G7 Venaria, Askatasuna: “Fuori tempo massimo”. Perino: “I No Tav non si fermano: pronti per il Festival Alta Felicità” (VIDEO)

“Se credono di poterci fermare mettendo ai domiciliari gli organizzatori del Festival Alta Felicità, si sbagliano. I provvedimenti arrivano dopo due anni dai fatti. Si tratta di semplice vedetta, di stalking: volevano metterci i bastoni fra le ruote”. È questo il duro attacco di Alberto Perino, leader del Movimento No Tav, contro le operazioni della Digos scattate questa mattina.

Diciassette provvedimenti, tra arresti domiciliari e obbligo di presentazione, che accanto ai leader dell'antagonismo torinese toccano anche i centri sociali di Firenze, Venezia, Modena, Roma e Bari. “Questo – spiega Dana di Askatasuna, commentando gli arresti di Giorgio Rossetto e Andrea Bonadonna – è l’ennesimo attacco ricevuto, ma non ci scalfirà: continueremo a essere presenti ovunque ci sia bisogno di una voce da far sentire”.

Particolarmente criticata è la distanza intercorsa tra le operazione di polizia e i fatti contestati, risalenti alle giornate del 29 e 30 settembre 2017, durante il G7 di Venaria. “Un incontro chiuso in stile ancien régime – commenta ancora Dana – dove era concesso l’ingresso a pochi e non era possibile portare una parola contraria. Sono stati tre giorni intensi di mobilitazioni e ricordiamo l’estrema militarizzazione del centro cittadino con cui dovemmo sempre fare i conti”.

“Evidentemente – continua – qualcuno ha valutato ci fosse l’urgenza delle misure cautelari, con tanto di divieto di comunicazione con l’esterno. Sono restrizioni gravissime. Riteniamo che gli arresti c'entrino poco o nulla con i fatti del 2017. Da tempo, ormai, i militanti vengono colpiti sperando che smettano di portare avanti le proprie istanze sociali”.

Proprio un anno fa era nuovamente stato arrestato il direttore artistico del festival musicale di Venaus. La concomitanza dei due provvedimenti fa credere, secondo gli esponenti del centro sociale, in un preciso disegno di questura e procura, con inchieste che “hanno sempre lo stesso canovaccio” e mirano a zittire ogni forma di dissenso. 

 

Manuela Marascio

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium