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Cronaca | 30 giugno 2019, 09:13

Grugliasco, taglio del nastro e 440.000 euro per la Cappella Mandina restaurata a costo zero per il Comune [FOTO]

L’assessora Guarino: “Questa è una delle tappe del percorso culturale per ricucire il territorio restituendogli un bene comune d’interesse collettivo”

Grugliasco, taglio del nastro e 440.000 euro per la Cappella Mandina restaurata a costo zero per il Comune [FOTO]

Finalmente inaugurata la Cappella Mandina in via Unità d’Italia a Grugliasco che riapre i battenti dopo i lavori di restauro e dopo il rinvio di maggio a causa del maltempo che nel frattempo si è fatto da parte lasciando spazio al caldo rovente di questi giorni: 300.000 euro per l’intervento e 140.000 per la progettazione, soldi interamente finanziati quali oneri di compensazione dalla Trm spa a seguito della costruzione dell’inceneritore del Gerbido. Presenti il sindaco Roberto Montà, l’assessora alla Cultura Emanuela Guarino, la Soprintendenza ai beni culturali che ha supervisionato i lavori e rappresentata dalla funzionaria Lisa Acurti, il presidente Antonio Marzola e il direttore Marco Cucchietti della società Le Serre che ha gestito insieme al Comune le attività legate all’acquisizione e al restauro, il direttore dei lavori Antonio Besso Marcheis e la ditta Trivella srl, specializzata nel settore, che li ha effettuati.

“Questa è una delle tappe – ha detto Guarino che ha la delega alla valorizzazione del patrimonio storico e architettonico – del percorso culturale per ricucire il territorio restituendogli un bene comune d’interesse collettivo, è preservandone la ricchezza che la città intende tutelarlo per regalarsi un futuro; ho chiesto a Le Serre di renderlo fruibile e da metà luglio sarà la Cojtà ad animarlo”. Nel corso della cerimonia è stato illustrato nel dettaglio il progetto che ha riportato la Cappella di fine Seicento a nuova vita e che adesso torna a disposizione della comunità come punto di riferimento e d’incontro per tutti, in grado d’ospitare eventi culturali quali rassegne di poesia e musica; a tal proposito è stato di recente pubblicato un bando rivolto alle associazioni interessate a proporre una programmazione: vinto dalla Cojtà Gruliascheisa insieme alle associazioni “Cascine aperte onlus” e “Gerbido in festa” che il 13 luglio, dalle 16 alle 19, daranno avvio ad un lungo calendario d’iniziative che contribuiranno a restituire alla collettività questo patrimonio ritrovato facendolo rivivere sul territorio.

“Fino a qualche anno fa – ha detto Montà – pensare d’investire in un’operazione simile era considerata una sciocchezza mentre invece ambiente e recupero vanno di pari passo, questo è un luogo di memoria in un contesto di bellezza rurale e quello d’oggi è un passo in avanti del cammino di questa comunità che si apre al futuro dimostrando che quando le risorse vengono utilizzate al meglio i risultati arrivano, così come per villa Claretta e la Cappella Annunziata”.

La Cappella Mandina è immersa in una realtà ancora rurale capace di creare un’atmosfera d’altri tempi, un’oasi di pace e tranquillità, al centro di quello che è destinato a diventare un percorso ciclopedonale nell’ambito del progetto “Officina del paesaggio”. La Mandina è una zona formata da una casa padronale, da un’ampia cascina e, separata da una stradina campestre, dalla Cappella di gusto guariniano, la proprietà conserva il nome di Giovanni Pietro Mandina, mercante e fornitore dell’esercito regio, che l’acquistò nel 1741 e l’ampliò facendo erigere la Cappella intitolata alla SS.ma Vergine, a san Pietro apostolo e a san Giacomo Maggiore. L’aspetto quasi monastico della casa padronale si deve forse ai canonici del capitolo di san Giovanni di Torino che acquistarono la Mandina nel 1765. Requisita come bene ecclesiastico dal governo rivoluzionario francese, la Mandina venne rilevata poco prima del 1804 da Gianbattista Domenico Nigra, esponente di una nota famiglia torinese di banchieri. Nel 1918 il complesso venne acquistato dagli attuali proprietari. Per accedere ad ulteriori informazioni occorre scrivere una mail all’indirizzo segreteria@leserre.org e il numero di telefono 011/785573.

Massimo Bondì

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