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Politica | 20 giugno 2019, 10:56

Area di crisi complessa, è duello tra Città Metropolitana e Regione: "Prima di esprimere dei 'niet' si confrontino con aziende e sindacati"

Sono 111 i Comuni coinvolti oltre a Torino. De Vita (Città metropolitana): "Servono progetti e idee. Presto sarà corretto il decreto che escludeva proprio la provincia di Torino e apriremo anche alle PMI". Montà (Grugliasco): "Serve la regia dei Comuni, no a iniziative delle singole aziende". Salvai (Pinerolo): "Escluse aree molto legate a Torino. Tracciato un confine aleatorio"

Area di crisi complessa, è duello tra Città Metropolitana e Regione: "Prima di esprimere dei 'niet' si confrontino con aziende e sindacati"

"Torino area di crisi complessa": è già duello tra Città Metropolitana e Regione.

È stato questo uno dei temi centrali (insieme al Rendiconto 2018) della riunione della Conferenza metropolitana, che come al solito ha chiamato a raccolta i sindaci del territorio dell'intera provincia (312 in tutto, ma i presenti erano poco più di 90). In particolare, i primi cittadini dovevano essere aggiornati sulle modalità di attuazione del decreto che il Ministero dello Sviluppo economico ha liberato lo scorso 16 aprile. "Il decreto - ha spiegato Dimitri De Vita, consigliere delegato allo Sviluppo Economico - porta a un finanziamento di 150 milioni di euro e non potranno ricadere solo sulla città di Torino. Saranno 111 i Comuni che, oltre a Torino, avranno accesso a questo strumento di sostegno".

Servono però idee e progetti "da almeno un milione e mezzo di euro, che portino all'aumento di risorse umane all'interno dell'azienda promotrice". E le agevolazioni possono riguardare il fisco, oppure la cassa straordinaria in deroga o un supporto all'investimento. 

Dopo l'ultimo incontro con il governo sembra scongiurato il rischio di esclusione dell'area torinese dall'applicazione del decreto ("Sarà corretto - assicura De Vita -. Sarebbe incredibile pensare che il governo della nostra stessa parte politica ci tagli fuori: è stato solo un errore materiale"). Mentre un altro traguardo coinvolge le PMI ("allargheremo anche a loro i possibili benefici").

E verso la nuova giunta regionale, che ha già definito come poco utile questo tipo di iniziativa, che la replica di De Vita si fa pungente: "È uno strumento frutto di un lungo lavoro fatto con la vecchia giunta. Prima di esprime dei 'niet' consiglierei un maggiore dialogo con sindacati e imprese". 

Un appunto arriva da Roberto Montà, sindaco di Grugliasco: "Non solo così convinto che sia l'idea migliore lasciare procedere ogni singola azienda. Si rischia di veder correre chi ha le gambe più forti e soprattutto si rischiano iniziative poco omogenee rispetto al territorio di riferimento. I Comuni devono avere voce in capitolo, anche per fare più lobby".

Luca Salvai, sindaco di Pinerolo, rilancia però il tema già segnalato nelle scorse settimane sull'esclusione di ampie aree di provincia: "È un peccato che sia stato stabilito un confine che in realtà è aleatorio. Il sistema locale ha molti scambi tra Torinese e Pinerolese. Tutta la ex provincia ha patito la crisi dell'indotto Fiat".

"È un peccato che ci sia una definizione così rigida dei confini, perché si potevano fare rientrare delle realtà che invece avrebbero meritato di essere riqualificate e rilanciate".

Massimiliano Sciullo

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