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Cronaca | 30 maggio 2019, 16:48

Grugliasco, commemorazione vittime dell’Heysel: “Nessuno muore veramente se vive nel cuore di chi resta” [FOTO]

Il sindaco Montà: “Il rischio di altre vittime non è tollerabile e l’unione nel ricordo tra quelle di Superga e quelle dell’Heysel è una novità sana che marcia nella giusta direzione”

Grugliasco, commemorazione vittime dell’Heysel: “Nessuno muore veramente se vive nel cuore di chi resta” [FOTO]

Ieri sera nel giardino di Grugliasco dedicato ai 39 tifosi bianconeri morti 34 anni fa sugli spalti dello stadio Heysel di Bruxelles ha avuto luogo la commemorazione alla quale ha partecipato il presidente dello Juventus club locale Massimo Paparella, l'assessora allo sport Gabriella Borio, i rappresentanti delle famiglie delle vittime di quel tragico evento ed uno della Juventus FC che ha letto la drammatica lista dei loro nomi.

“Ero piccolo, avevo otto anni, non capivo cosa stesse accadendo – ha detto il sindaco Roberto Montà – e festeggiai al termine di quella partita, i miei genitori non se la sentirono di spiegarmi cos’era accaduto. Sulla targa del giardino c’è scritto ‘Nessuno muore veramente se vive nel cuore di chi resta’ ed è un messaggio che dobbiamo portare nel cuore: il linguaggio della violenza ci fa dimenticare cosa significa andare allo stadio, luogo che dovrebbe raccogliere solo l’entusiasmo pacifico delle tifoserie. Sono in appalto i lavori di messa in opera destinati al parco Aldo Moro che l’anno prossimo sarà segnato da quei 39 nomi. Il rischio di altre vittime non è tollerabile e l’unione nel ricordo tra quelle di Superga e quelle dell’Heysel è una novità sana che marcia nella giusta direzione perché va oltre la semplice cerimonia commemorativa”.

Furono l’attuale assessore Raffaele Bianco ed il consigliere Luciano Lopedote che, pur divisi dalla diversa fede calcistica fra Toro e Juve, oltre due anni fa decisero di dare corso al progetto di unire le due sponde opposte di un unico fiume della memoria. Senza dimenticare che quest’anno il museo del Grande Torino ha aderito all’evento “Uniti nel ricordo” insieme alle associazioni “Familiari vittime dell’Heysel”, “Quelli di via Filadelfia” e “Art in taxi” per ricordare tutte le vittime delle disgrazie legate al mondo sportivo, col contributo della cooperativa “Taxi Torino”. E per la prima volta quest’anno nei rispettivi stadi sono comparsi in curva striscioni di reciproca solidarietà, un segno di civiltà che fa ben sperare.

Massimo Bondì

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