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Attualità | 12 aprile 2019, 14:18

Invincibili, il mito del Grande Torino raccontato a 70 anni da Superga

Presentato, a Villa Claretta di Grugliasco, nella sede del Museo della leggenda granata, il libro che Francesco Bramardo e Gino Strippoli hanno dedicato a Valentino Mazzola e compagni

Invincibili, il mito del Grande Torino raccontato a 70 anni da Superga

Non poteva esserci location più indicata. Giovedì sera, nella sede del museo del Grande Torino e della leggenda granata, a Villa Claretta di Grugliasco, con il presidente Domenico ‘Mecu’ Beccaria a fare gli onori di casa, è stato presentato “Invincibili”, il bellissimo libro che Francesco Bramardo e Gino Strippoli hanno dedicato a Valentino Mazzola e compagni, a 70 anni dalla tragedia di Superga.

E’ difficile riuscire a pubblicare qualcosa che non sia già stato detto o scritto sulla quella fantastica squadra, ma i due autori (che, sempre per Priuli & Verlucca, hanno dato alle stampe anche “Lo scudetto rubato”, sul campionato 1971/72 del Toro di Giagnoni e “Gigi, il calciatore, l’allenatore, l’uomo dagli occhi di ghiaccio”, dedicato a Radice) sono riusciti a trovare nuovi spunti di interesse. Soprattutto perché il loro lavoro non si è fermato, come quello di quasi tutti i predecessori, al 4 maggio 1949.

“Invincibili” va oltre, narra anche di ciò che fecero i ragazzi del Filadelfia che presero il posto dei campioni periti nell’incidente, parla di cosa rappresentò Torino Simbolo, del gemellaggio con il River Plate, del possibile ingaggio di Labruna e del no ricevuto per Di Stefano, della drammatica fine dell’aereo del Manchester United nel 1958, in una tragedia che riportò alla mente quella di Superga e che vide perire il portiere Swift, che era stato avversario di Valentino Mazzola (in uno storico Italia-Inghilterra del maggio 1948, dove i due erano i capitani delle nazionali che si affrontarono al Comunale).

Durante la serata, in alcuni momenti sono state proiettate immagini d'epoca di quella meravigliosa squadra che fu il Torino, che allora dettava legge anche nei confronti della Juve. Nel libro naturalmente si parla tanto anche di derby, dei ricordi di Giampiero Boniperti, che fu avversario del Grande Torino ma anche amico di moltissimi di quei campioni. E sul tema viene raccontato anche un episodio circa una scommessa fatta all’epoca, un aneddoto che per qualcuno sa di leggenda…

Ma non vogliamo svelare particolari che possano anticipare qualcosa ad un libro che va letto e gustato tutto d’un fiato. “E’ un libro cui pensavamo da un paio d’anni”, ha raccontato Francesco Bramardo, per oltre trent’anni storica firma de La Gazzetta dello Sport. “L’editore ci ha chiesto di essere diversi rispetto ai tantissimi libri che erano già stati scritti sul Grande Torino. Speriamo di esserci riusciti”. E, di rimando, Gino Strippoli: “Questo doveva essere un libro doppio”, svela l’altro autore. “Poi abbiamo deciso di parlare solo di Toro, ma questo significa che ci sarà un’altra pubblicazione in futuro”.

Tra le tante curiosità del libro, si fanno i conti su quanto cosò creare il Grande Torino da parte del presidente Ferruccio Novo: i tre milioni di lire di allora sono parametrabili a 60 milioni di euro di oggi, partendo dall’acquisto di Franco Ossola per proseguire con Loik e Mazzola e arrivare agli altri campioni presi dopo il 1945. Tutti i tasselli che portarono alla creazione di una squadra perfetta. Gli Invincibili.

Massimo De Marzi

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