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Eventi | 11 aprile 2019, 07:15

L'astrofisica delle sette note: a Rivolimusica arriva il talento accademico di Dan Tepfer

L'artista franco-americano, grande studioso, è anche un virtuoso del pianoforte e propone un repertorio che va da Bach al jazz. Appuntamento sabato 13 aprile alle 21 all'Auditorium dell'Istituto musicale

L'astrofisica delle sette note: a Rivolimusica arriva il talento accademico di Dan Tepfer

Il calendario di Rivolimusica 2018 /2019 prosegue con Dan Tepfer e il suo pianoforte, in un viaggio che da Bach arriva al Jazz. L'appuntamento è fissato per sabato 13 aprile alle 21, presso l'auditorium Istituto Musicale Città di Rivoli di via Capello 3. 

Quello di Tepfer è uno spiccato talento musicale nel quale fluiscono la scuola classica, la grande passione per il jazz e l’improvvisazione, la fascinazione verso ogni forma di sperimentazione, di approfondimento, di studio delle note - così come della realtà - al di là di ogni limite; è noto che Dan Tepfer, franco-americano classe 1982, pianista e astrofisico (laureato all’Università di Edimburgo), faccia dell’eclettismo una vera e propria cifra stilistica.

Risale al 2018 una sorta di sintesi del suo credo, “Natural machines”, ultimo, ambizioso progetto laddove la musica diventa intersezionetra processi naturali e meccanici attraverso l’elaborazione di un nuovo software per la visualizzazione delle note in immagine e movimento. «Tutta la grande musica – racconta in una recente intervista – esiste in quell’anello di congiunzione che sta tra lo spirituale e l’algoritmico. (…) Come l’architettura, ha una struttura solida: laddove la sua superficie è soprattutto emozionale/spirituale, nel profondo è governata da sistemi logici; questo è ciò che regala alla superficie la sensazione di profondità e stabilità che riconosciamoin alcuni tipi di musica».

E’ nel tripudio di algoritmi quali sono le opere di Bach, e in particolar modo le Variazioni Goldberg, che Tepfer riconosce il dominio assoluto del sistema logico come fattore determinante della componente emozionale: dalla sua brillante intuizione e dal ricco patrimonio del compositore tedesco nasce “Goldberg Variations/ Variations” incisione del 2011 e progetto itinerante, “ponte attraverso i secoli e i generi” (Wall Street Journal) che propone una personale rivisitazione dei 32 brani concepiti da Bach il 1741 e il 1745. Tra Jazz e improvvisazione, ma con un rispetto della perfezione, della matematica, dello spirito originari, Tepfer va oltre il tempo e rigenera le Variazioni registrandole in un dialogo fluido conJohann Sebastian Bachmentre intesse sonorità sincere, libere, emozionanti, “spirituali”, che con tatto e rigore matematico si inseriscono nell’architettura delle cattedrali di Goldberg.

“Da sempre la musica è stata la mia forma privilegiata di espressione. Sono cresciuto studiando il pianoforte classico al Conservatorio, ma allo stesso tempo improvvisando come un pazzo in casa. Durante tutta la mia vita, sono stato diviso tra questi due mondi, sebbene le mie più profonde radici risiedano nell’arte dell’improvvisazione. Ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni dei migliori musicisti del mondo del jazz, da Lee Konitz sino a Pharoah Sanders, senza dimenticare Mark Turner e Paul Motian. La questione dello “stile non ha mai avuto troppa importanza per me. Sono cresciuto bilingue, nel seno di una famiglia statunitense che risiedeva in Francia, cosa che spiega bene il fatto che io sia molto più interessato alla sostanza che alla forma, molto più attento a ciò che voglio esprimere piuttosto che alla forma con la quale mi esprimo. Alla fine, ho cercato di scavare sempre più profondamente nella musica attraverso diversi mezzi espressivi, in modo da poter isolare il messaggio dal suo “medium”. Cercherò di spiegarmi utilizzando una metafora sportiva; se giochi a tenni sempre con lo stesso avversario, il tuo gioco migliorerà al fine di battere quel determinato avversario; però, se giochi contro avversari diversi, ciò che migliorerà sarà il tuo modo di giocare al tennis in generale. Ciò che cerco di fare è di depurare il mio messaggio musicale indipendentemente dallo stile, ossia sto cercando di andare direttamente al cuore della musica”.

Queste sono le parole di Dan Tepfer, uno dei musicisti più straordinari del panorama attuale. Nato a Parigi da una famiglia statunitense, “dotato di un incredibile talento” (LA Times), il pianista e compositore Dan Tepfer è stato capace di trasportare la sua identità multiculturale al servizio di una ricerca musicale che non conosce limitazioni stilistiche. Il suo album Goldberg Variations / Variations, nel quale accoppia all’esecuzione integrale delle Goldberg di Bach alle sue improvvisazioni, è stato accolto come una “fresca esplorazione musicale, ispiratrice e rivelatrice” (New York Times). Mentre licenziava ben otto dischi come leader del suo trio (l’ultimo dei quali Eleven Cages è stato definito un “lavoro di straordinario spirito e acuta intelligenza”) Tepfer lavorava allo stesso tempo al fianco di una stella del jazz del calibro di Lee Konitz. Come compositore, Tepfer ha vinto nel 2014 il premio “Charles Ives”, assegnatogli dalla American Academy of Arts and Letters, in particolare per il suo Concerto per pianoforte e fiati (che egli stesso ha suonato in prima assoluta quello stesso anno a Praga) e per il suo Solo Blues per violino e pianoforte, la cui prima assoluta ha avuto luogo alla Carnegie Hall di NY.

Dan Tepfer è riuscito a rendere compatibili la sua passione musicale con la laurea in astrofisica (ottenuta presso l’Università di Edimburgo); attualmente sta lavorando a un algoritmo per computer, basato sulla sua forma di abbordare l’improvvisazione musicale. Tra i distinti riconoscimenti ottenuti da Tepfer, si segnala il Premio del pubblico, conquistato al Montreux Piano Solo Jazz Festival, nonché il premio “Cole Porter”, assegnatogli dalla American Pianists Association. La musica da lui composta per il film indipendente Movement and Location è stata scelta come miglior colonna sonora nel quadro del Brooklyn Film Festival del 2014.

 

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