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Economia e lavoro | 10 aprile 2019, 18:10

Radici automotive e futuro nell'universo 4.0: ecco la ricetta vincente di DMC Automation srl

Erede di una storia iniziata nel 1972, l'azienda sposa la tradizione con le nuove tecnologie e l'automazione. E sabato si inaugura la nuova sede di Grugliasco, a pochi passi da Torino

Radici automotive e futuro nell'universo 4.0: ecco la ricetta vincente di DMC Automation srl

Solide radici che affondano nel mondo della più tipica componentistica automotive torinese, ma soprattutto antenne proiettate verso il futuro: un futuro fatto di automazione, nuove tecnologie e quell'universo potenzialmente sconfinato che va sotto la definizione di "4.0".
Tutto questo è la DMC Automation srl di Grugliasco, che prosegue la storia iniziata nel 1972 dalla DNC, ma che nell'ultimo anno e mezzo ha impresso un'accelerazione che va decisamente al di là di una semplice lettera. Se DNC, infatti, era il codice fiscale di Domenico, il fondatore dell'azienda, oggi DMC è l'acronimo dei tre soci che hanno preso in mano le redini dell'attività: Daniele Signoretta - con un background nel mondo dell'automazione -, Mauro Esposito - proveniente dal mondo economico-finanziario - e Carmelo Todaro, il collegamento con il passato di DNC e custode della radice più tecnica dell'azienda. Accanto a loro, con la responsabilità dell'area vendite, c'è Carlo Amilicia, tornato al settore dell'automazione che è stato un po' il suo primo amore professionale, prima di intraprendere altre strade in settori affini, ma diversi.

Intanto il conto alla rovescia è arrivato agli ultimi rintocchi: è fissato infatti per la fine di questa settimana, alle 17 di sabato 13 aprile, (un sabato, per non esagerare con la scaramanzia) l'appuntamento con l'inaugurazione del nuovo stabilimento di DMC Automation, negli spazi di via Unità d'Italia 11, già sul territorio di Grugliasco, ma a un passo da Torino. Qui, su una superficie totale di 2.000 metri quadri, si sviluppa a 360 gradi un'attività che in origine era nata come specializzata nella costruzione delle strutture metalliche dei sedili per le auto (la sorta di "scheletro" interno su cui poggia tutta la parte di cuscini e fodere). Ma oggi DMC è molto di più: la missione che si sono dati i componenti del management è quella di soddisfare le esigenze di qualunque azienda bussi alla loro porta chiedendo linee di automazione per le proprie produzioni. Il tutto, guidato da principi come l'automazione, l'innovazione e in nuovi concetti introdotti dall'ultima rivoluzione industriale. Quella delle tecnologie abilitanti, interconnesse, intelligenti e in grado di dialogare tra loro (e con l'utente) sfruttando la tecnologia digitale. Internet of things, insomma. E non solo. Un cammino che vede al fianco partner prestigiosi del settore come Yaskawa, ABB e SMC.

E così come da un mercato sempre meno "torinese" in termini di clientela (i brand clienti sono davvero molti e internazionali), DMC si allontana anche dalla sola applicazione automotive: rimangono infatti pienamente "in catalogo" le macchine e le linee per l'assemblaggio dei sedili auto (eredità del tempo che fu), ma l'orizzonte amplia lo sguardo a 360 gradi. E così si lavora anche su linee robotizzate di assemblaggio e saldatura per i compiti più diversi, così come le lavorazioni per l'assemblaggio di meccanismi complessi. E poi la movimentazione dei materiali, i sistemi di visione per la guida automatica dei robot e il controllo di processo, apparecchiatura per testare i prodotti e macchine e linee di lavorazione personalizzate. "Ci piace pensare di essere sartoriali, nel nostro intervento presso il cliente - spiega Amilicia - visto che con una visita nei nostri spazi possiamo far crescere nel cliente la consapevolezza di necessità, ma soprattutto di soluzioni che lui per primo non aveva considerato. Oggi, a DMC si affidano realtà importanti come Martur, Benacchio, Isrinhausen, Lear, Fondalpress e molti altri ancora".

E la ricetta funziona. "In questo anno e mezzo di attività - conferma Esposito, uno dei tre soci - il mercato ci ha premiato. E per il 2018 contiamo di passare dagli 800mila euro di fatturato del passato a quasi 4 milioni e mezzo". Una crescita che, oltre che nei conti, si riflette anche sul fronte occupazionale, visto che dai 4 dipendenti delle origini ora, tra diretti e indiretti, il numero degli addetti è salito a quasi 25.  "Abbiamo raccolto un testimone importante - prosegue Signoretta - e all'impostazione tipica dell'azienda a conduzione famigliare abbiamo applicato concetti come struttura, processi e metodo". E oggi il mercato guarda all'estero, con un futuro immediato in Turchia, Romania e Marocco, andando a collaborare con aziende del luogo, ma anche con realtà italiane che hanno delle divisioni oltre confine.

In quello che può sembrare un vero catalogo "a vista", le strumentazioni presenti all'interno dei capannoni di Grugliasco sono in grado di variare in maniera decisamente flessibile, sia in termini di applicazione che di valore: "Siamo in grado di rivolgerci ad aziende che hanno necessità di macchinari da 150mila euro fino a soluzioni da 2,5 milioni di euro. Per qualunque esigenza, noi vogliamo essere in grado di fornire una risposta adeguata. E se la prima fase di assemblaggio e test avviene qui da noi, il tutto viene successivamente smontato e rimontato presso il cliente, per la collocazione definitiva", conclude Todaro.

E per declinare il futuro al tempo presente, l'esempio più calzante è uno degli ultimi macchinari sviluppati da DMC, in grado di essere controllato e gestito non più tramite collegamenti fisici, ma con il wifi. "E' la concretizzazione della cosiddetta Internet of things - conclude Amilicia - ma non intendiamo certo fermarci qui".

Maggiori informazioni si possono trovare sul sito www.dmc-automation.com

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