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24ovest.it | 01 aprile 2019, 15:21

Cantiere di corso Grosseto e Torino-Ceres: Venaria alza la voce: "Coinvolti troppo tardi nella ricerca di soluzioni"

Il primo cittadino Roberto Falcone all'attacco: "Le conseguenze dei lavori potrebbero portare la gente ad abbandonare il trasporto pubblico. E comunque la linea non sarà mai una metropolitana, nemmeno per i tifosi"

Cantiere di corso Grosseto e Torino-Ceres: Venaria alza la voce: "Coinvolti troppo tardi nella ricerca di soluzioni"

"Sono molto preoccupato, perché solo pochi giorni fa, dopo anni che chiediamo spiegazioni e rassicurazioni agli Enti, siamo riusciti a entrare nel merito di alcune criticità che riguardano la realizzazione del tunnel di corso Grosseto". Così il sindaco di Venaria, Roberto Falcone, che ha affidato ai social un messaggio video indirizzato ai suoi concittadini su un tema che solo sulla cartina geografica è distante - neanche troppo - dalla città della Reggia: i lavori che stanno interessando corso Grosseto.

E prosegue: "È preoccupante che solo a pochi mesi dall’interruzione della linea ferroviaria Torino-Ceres siamo coinvolti per ragionare le modalità e le criticità del servizio sostitutivo. Le conseguenze del cantiere potrebbero portare le persone ad abbandonare il Trasporto Pubblico Locale e utilizzare le auto creando un traffico se possibile ancora più congestionato - dice Falcone - ed è gravissimo che le soluzioni all'interruzione della linea non siano state condivise già in sede di progetto ed è surreale la mancanza di comunicazione e di coinvolgimento delle Amministrazioni in un progetto che ha un impatto enorme su tutti i cittadini serviti dalla Torino-Ceres. Ho condiviso con gli enti l’urgenza di avere il tempo di ammortizzare i disagi e comunicarli preventivamente e spero che questo obbiettivo diventi prioritario non solo per me".

E nemmeno l'orizzonte temporale del 2020 come data per l'entrata in esercizio della nuova Torino-Ceres sembra convincere Falcone: "Mi pare fantasioso: dai riscontri avuti finora, Scr ha previsto almeno un anno e mezzo di interruzione della linea a partire da fine 2019. Se tutto va bene senza intoppi - e in un’opera così complessa le probabilità che questi si verifichino sono sempre molto alte - ipotizzare che avremo la Torino-Ceres sarà interrotta fino a un tempo incerto è preoccupante per tutti noi. È necessario inoltre preoccuparsi di come e dove sarà prevista la stazione di attestamento: Rigola? Viale Roma? Stazione di Borgaro? Ed è urgente coinvolgere le Amministrazioni per trovare la soluzione migliore e un’alternativa sostenibile per tutti".

Infine, la similitudine che vuole la Torino-Ceres assimilata a una metropolitana irrita ulteriormente il primo cittadino di Venaria. "La Torino-Ceres non sarà mai una metropolitana. Dopo la realizzazione del tunnel di corso Grosseto continuerà a essere una ferrovia che arriverà finalmente a Porta Susa ma che con circa 20 minuti di frequenza e fermate in superficie a distanze di chilometri, avrà un’utenza completamente diversa da quella di una metropolitana. Dire il contrario è gettare fumo e speranze negli occhi di coloro, 60mila persone che ogni giorno si muovono da nord verso Torino, che hanno invece bisogno di un trasporto veloce. E anche dire che la nuova ferrovia potrebbe essere un ottima alternativa ai mezzi su strada per i tifosi è un’ingenuità che solo chi vuol fare propaganda può inventarsi: le stazioni della Torino-Ceres continueranno a essere troppo distanti dallo stadio e i tifosi continueranno a venire in auto. Ciò che potrebbe cambiare le cose è, appunto, una linea di metropolitana, che è ciò che Venaria Reale insieme ad altri comuni nord-ovest ha chiesto a Torino di realizzare".

Intanto Venaria Reale ha fatto ricorso sulla procedura condotta da Scr "perché riteniamo che le regole valgano per tutti e soprattuto perché riteniamo che Scr le abbia violate", conclude Falcone. "A ottobre il Tar di Torino si esprimerà nel merito. Nel frattempo garantiremo comunque la massima collaborazione, se coinvolti, per il proseguimento del cantiere cercando di monitorare e anticipare eventuali impatti che potrebbero interessare le nostre comunità".

Massimiliano Sciullo

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