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Eventi | 31 marzo 2019, 07:52

Alpignano. Carità e solidarietà: un incontro con il Vescovo “di strada”

Appuntamento mercoledì 3 aprile alla parrocchia San Martino

Alpignano. Carità e solidarietà: un incontro con il Vescovo “di strada”

Sarà ad Alpignano, alla parrocchia San Martino, monsignor Domenico Battaglia meglio noto come don Mimmo, dal 2016 Vescovo “di strada” della diocesi di Cerreto Sannita - Telese - Sant’Agata de’ Goti. 

Dal 1992 al 2016 ha guidato il Centro Calabrese di Solidarietà, comunità dedita al trattamento e al recupero delle persone affette da tossicodipendenze. Dal 2000 al 2006 è stato Vicepresidente della Fondazione Betania di Catanzaro e presidente nazionale della Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche per essere nominato vescovo da Papa Francesco.

Nell’incontro di mercoledì 3 aprile alle 20.45, dal titolo “La carità non è una questione di scelta: la fragilità dei deboli” si parlerà della carità, che non comincia quando si mette in gioco la propria vita ma quando si fa elemosina senza lasciarsi coinvolgere, quando si offre solidarietà senza reciprocità, scegliendo le povertà meno scomode e selezionando i bisognosi secondo i propri bisogni. La carità non è una questione di scelte, perché non si possono scegliere le persone che bussano alle nostre porte.

Don Mimmo è l’esempio di una Chiesa capace di affermare la centralità dell’uomo, del rispetto della vita, del valore della solidarietà e della misericordia, l’attenzione per i giovani come seme da coltivare con cura per fare crescere la pianta di una società più giusta, onesta, solidale, attenta ai bisogni dei più deboli.

La povertà è un destino che riguarda qualcuno e che può riguardarci tutti ed ognuno, ma non può essere una condanna senza appello, non è questo lo spirito della migliore civiltà europea. Lo sfarinamento dei legami sociali e familiari cosi come le ferite inferte dalla depressione, che segnano un numero crescente di individui, sono i sintomi contemporanei della fragilità. Eppure proprio la fragilità ci indica i valori che danno un senso all’esistenza. Riconoscersi fragili, insicuri, malinconici, è la premessa per ritrovare quello slancio comunitario rigeneratore che solo ci mette in contatto con noi stessi e con il mondo aperto degli altri.

Paolo Giordanino

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