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Eventi | 30 marzo 2019, 20:39

Collegno, una targa per l'ippocastano storico

L'albero fu testimone dell'incontro tra lo smemorato e Giulia Canella

Collegno, una targa per l'ippocastano storico

Una storia che appartiene alla città di Collegno e un albero che nel corso dei secoli è stato testimone di diversi eventi e di personaggi importanti che hanno attraversato il chiostro della Certosa. La città di Collegno ha messo in sicurezza un pezzo storico del territorio, l'ippocastano che, si narra, fu testimone del momento in cui Giulia Canella vide un uomo, lo Smemorato, in cui lei pensò di riconoscere suo marito. Un valore per la città, che ha deciso di metterlo in sicurezza grazie ad una struttura che non sorregge l'albero, ma che interverrà solo in caso in cui si verificasse qualche criticità. "L'ippocastano è una pianta sana, che non ha mai subito traumi - ha dichiarato l'assessore Enrico Manfredi -. Per evitare di perdere un monumento importante della nostra città abbiamo fatto la scelta importante di metterlo in sicurezza. Ringrazio tutte le persone che ci hanno lavorato". 

Un lavoro di equipe, dunque, per realizzare una struttura che ha il compito di sorreggere la natura, simbolo degli uomini che con le loro braccia e le loro azioni quotidiane aiutano l'ambiente, sostenendo le sue piante.

"Proteggere la vita di un albero come questo vuol dire far sì che diventi un valore per la città - ha sostenuto il sindaco Francesco Casciano -. Negli ultimi cinque anni abbiamo piantato mille alberi a Collegno e questa attenzione non è più rimandabile. Dobbiamo prendere l'impegno di trattare meglio il nostro pianeta e si fa anche salvando un albero storico. Abbiamo dedicato delle risorse a un grande amico che è nato prima di noi e ha visto cose e persone passare di qui, come Giulia Canella è proprio qui vide questo uomo che lei riconobbe come suo marito".

La targa dell'albero storico è stata scoperta da Giovanni Impastato, che ha chiuso la cerimonia con parole dedicate alla memoria. "Se noi salvaguardiamo l'ambiente, salviamo il clima, ma salvate anche la memoria storica, e qui c'è storia". 

Diana Tassone

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