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Cronaca | 29 marzo 2019, 15:41

L’ex Pininfarina di Grugliasco riparte verso il futuro dopo dieci anni di abbandono [FOTO]

Il sindaco Montà: “Emozionante ricostruire le radici di Grugliasco riportando in vita un luogo produttivo grazie ad un’intera comunità che ha saputo mettersi in gioco”

L’ex Pininfarina di Grugliasco riparte verso il futuro dopo dieci anni di abbandono [FOTO]

Nella sede dell’ex stabilimento Pininfarina di Grugliasco è stato presentato il futuro assetto dell’area, ormai improduttiva da quasi dieci anni, a seguito della recente firma dell’atto col quale Finpiemonte ha ceduto l’impianto, che fu anche De Tomaso, ad un gruppo di piccole imprese della filiera automotive torinese quali Leva spa, Febametal spa e Sargomma srl.

“Una giornata importante ed emozionante – ha detto il sindaco Roberto Montà – dopo un po’ non capita quasi più di emozionarsi, ma questa volta sì perché qui si tratta di ricostruire le radici di Grugliasco riportando in vita un luogo produttivo esteso quanto dieci campi di calcio. Ciò accade grazie ad un’intera comunità che ha saputo mettersi in gioco, ad imprenditori seri che hanno investito oltre 3 milioni di euro e si accolleranno anche i costi di bonifica stimati da uno a cinque milioni e ad istituzioni credibili che hanno fatto facilitato il percorso con agevolazioni fiscali e sugli oneri di urbanizzazione”.

E’ un’area di quasi 65.000 metri quadri che, dalla metà degli anni '50 in poi, ha segnato la storia e la crescita dell’automotive a Torino; anni in cui nasceva la Leva, specializzata nella realizzazione di componenti per le principali case automobilistiche europee con un fatturato di 18 milioni e quasi 200 addetti. Febametal è un’azienda del settore utensileria di precisione, nata nel 1995, con un fatturato di oltre 32 milioni e 90 addetti; Sargomma si occupa di progettazione, sviluppo e produzione di componenti in gomma e materie plastiche, nata nel 1981, fattura quasi 4 milioni e conta 50 addetti.

“L’impatto economico sul bilancio di Finpiemonte – ha spiegato l’assessora regionale alle Attività produttive Giuseppina De Santis – è una perdita patrimoniale stimata in poco più di 2 milioni, ma con un vantaggio di un milione l’anno dal punto di vista del conto economico, il che fa recuperare la perdita in due anni. Dunque un’operazione in negativo dal punto di vista economico, ma positivo da quello sociale perché un’area abbandonata viene restituita alla produzione dove lavoreranno 3/400 persone”.

Tutto ciò s’aggancia agli interventi previsti su Cascina Armano, Le Gru e per la nuova fermata ferroviaria metropolitana, avrà ricadute occupazionali e sulla riqualificazione complessiva di borgata Lesna, territorio capace di attrarre poli produttivi che possano affiancarsi al Polo scientifico universitario che dista due chilometri.

Massimo Bondì

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