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Politica | 14 marzo 2019, 07:03

Rivoli verso le urne, parte la campagna di Emanuele Bugnone per il centrosinistra

Nei giorni scorsi la presentazione ufficiale del candidato per raccogliere il testimone di Franco Dessì. "Vogliamo candidarci a Capitale italiana della cultura", ma resta aperta la questione con Sinistra popolare che potrebbe andare da sola

Rivoli verso le urne, parte la campagna di Emanuele Bugnone per il centrosinistra

Una sala del Consiglio comunale di Rivoli gremita, a decine in piedi e tra loro sindaci della zona, il segretario del Pd di Torino Carretta, consiglieri regionali, parlamentari. Ma anche tanti rivolesi.

Per il lancio della candidatura a sindaco di Rivoli di Emanuele Bugnone, il 43enne consigliere comunale ed ex segretario del Pd rivolese che il centrosinistra ha scelto per succedere a Franco Dessì, non poteva esserci avvio migliore. Come ha testimoniato, d’altronde dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, galvanizzato dal clima: “Ci sono tanti buoni segnali che rivelano una grande voglia di riscossa”.

Il clima ideale per Bugnone ma anche il lancio di un’altra candidatura, fatta dallo stesso candidato sindaco alla fine della serata: “Vogliamo candidare Rivoli – ha annunciato – a Capitale italiana della cultura: è l’ora di rilanciarne il ruolo guida nel territorio anche e soprattutto su un fattore strategico per costruire una possibilità di futuro per chi ci vive”.

Bugnone, sposato, tre figli è impiegato nel settore qualità di un’azienda specializzata nell’automazione di laboratori medicali. “Questa sala – ha detto il sindaco uscente Franco Dessì – è in linea con il risveglio che stiamo notando nel Paese. E Bugnone ha tutte le carte in regola per confermare il centrosinistra alla guida di Rivoli: ha un forte politico amministrativo; è pacato, maturo, responsabile; ma soprattutto conosce benissimo questa città”. Dessì ha rivendicato il lavoro fatto: i conti in ordine, una spesa sociale cresciuta del 14%, 72 milioni di investimenti investiti soprattutto nell’adeguamento degli edifici scolastici, la regolamentazione del gioco d’azzardo. Ma ha anche passato il testimone per l’avvio di una fase nuova nella politica rivolese.

Appassionato l’intervento di Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale del Piemonte ed ex sindaco di Rivoli: “Noi – ha detto – conosciamo bene il valore delle istituzioni in larga parte proprio grazie all’esperienza di sindaco o amministratore di una città. Questo purtroppo non vale per tutti, nella politica di oggi”. Boeti ha sottolineato che “Emanuele è sempre stato una persona dal tratto umano unico: penso si possa dire che non ha mai offeso nessuno. È pacato, ma è tutt’altro che arrendevole. Ha esperienza. Ed è un rivolese da sempre”. Poi si è rivolto al centrodestra: “Dicono di volere il cambiamento, ma quale? Il vicesindaco di Rosta può restare a casa sua: se per contrastare il declino demografico la soluzione è la lottizzazione della collina morenica che abbiamo visto proprio a Rosta, diciamo grazie no”.

Di una Rivoli “che ha insegnato a tanti cosa è la buona amministrazione insieme alla buona politica” ha parlato Sergio Chiamparino, che ha rivendicato i risultati ottenuti anche dalla sua Giunta: “Il Piemonte oggi è il benchmark per il rapporto tra qualità sanitaria e risorse: è stato difficile ma lo abbiamo fatto, superando il commissariamento. È un merito? È innanzitutto un dovere. Come la messa in sicurezza del bilancio. Ma chi c’era prima di noi non ci aveva pensato…”. Per Chiamparino, la sfida per il Piemonte di oggi è innanzitutto quella demografica: “Siamo la regione che invecchia di più, rispetto a quelle a noi vicine, in un Paese che sta invecchiando più del resto di Europa. Se vogliamo invertire la tendenza la sfida è accogliere giovani, intelligenti e capaci, creando opportunità. Come quella che abbiamo creato, grazie a un confronto anche difficile, a volte, con LeU, sul diritto allo studio: oggi la spesa per questo diritto è spesa obbligatoria, il che significa che sarà garantito a tutti coloro che avranno i titoli”. Piano paesaggistico, infrastrutture – TAV, ma non solo – gli investimenti per le Città della Salute di Torino e Novara, la cultura e come fattore di attrazione e di crescita, ma anche di coesione sociale: questi gli ingredienti rivendicati da Chiamparino per rilanciare un Piemonte a guida centrosinistra.

Poi ha aggiunto: “C’è un fattore che tutti hanno riconosciuto a Emanuele Bugnone: essere una persona buona, attenta agli altri, disponibile. Ecco – ha detto Chiamparino – di fronte ad esponenti di governo che coltivano la “cultura del nemico”, che è germe di ogni totalitarismo, dico: ‘Evviva i buoni, ne abbiamo bisogno!’”.

A chiudere è stato il candidato sindaco di Rivoli, con un discorso ampio, che ha delineato le sfide che attendono non solo la politica, ma tutti i rivolesi. “Stiamo provando a costruire – ha detto Bugnone – una coalizione aperta a tutti i contributi, alle persone, a tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra”. Bugnone ha chiesto a Sergio Chiamparino di farsi tramite per evitare che l’ala sinistra – a Rivoli con il nome di “Sinistra popolare” – scelga di andare da sola.

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