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Cronaca | 06 marzo 2019, 19:50

Venaria, la panchina della discordia: i condomini la fanno rimuovere, gli anziani la richiedono indietro

I residenti della zona si sono lamentati con il sindaco per il troppo rumore. Ma sta nascendo un comitato per farla ritornare al suo posto

Venaria, la panchina della discordia: i condomini la fanno rimuovere, gli anziani la richiedono indietro

Venaria, corso Matteotti. Esterno giorno. Sembra la sceneggiatura della più classica commedia all'italiana, quella che in questi giorni sta scandendo parte della vita nella città della Reggia. E se il filone è quello dei residenti che si lamentano del rumore in strada, attenzione: il colpo di genio di chi ha scritto il copione sta proprio nella variante al canovaccio.

Se per tradizione sono infatti gli anziani a lamentarsi dei giovani (che fanno rumore, che eccedono in schiamazzi, che giocano in cortile, che "ora ve lo buco, quel pallone"), a Venaria invece sono stati proprio i vecchietti della zona a finire nel mirino: sì, proprio quelli che si davano appuntamento come al solito in corso Matteotti, grossomodo all'altezza del civico 54 (o del 41, se si segue la numerazione sul lato opposto della strada). Un ribaltamento dei ruoli da Oscar. Il colpo di scena già a inizio film.

Lunghi pomeriggi di chiacchiere, che magari a volte sfociavano anche oltre l'orario di cena, prima della buonanotte e del ritorno a casa. Ebbene, chi abita dietro le finestre di quella zona ha perso la pazienza e ha chiesto al sindaco Roberto Falcone di eliminare quella panchina. Perché a bucare un pallone si fa in fretta, a farlo con una panchina, si rischia una fatica inutile: meglio spostarla più in là. E con lei il problema.

E così è stato. Ciao panchina, ciao chiacchiere. Ciao rumori molesti per il vicinato. E mentre c'era chi pensava già a un "travaso" di presenze verso il cantiere più vicino (il canovaccio, in certi casi, va ben oltre lo stereotipo), gli arzilli vecchietti hanno deciso di non arrendersi. E hanno mostrato tutta la loro voglia di combattere. Tanto da affiggere un cartello che è la sintesi, il manifesto, la dichiarazione di guerra. A firma "Il comitato della panchina sfrattata".

"C'era una panchina, un tempo, che noi che peraltro viviamo in questo quartiere fruivamo per metterci comodi e scambiare qualche chiacchiera - recita il messaggio - magari, nella stagione più clemente, sino alle 23 o a mezzanotte". "Ebbene - prosegue il testo - ora tale sedile pubblico non c'è più, spostato più in là per non infastidire e disturbare, presumibilmente i sonni e i sogni di alcuni condomini limitrofi alla panchina in questione".

Fin qui la cronaca. Poi i commenti: "Ne prendiamo atto, ma al tempo stesso chiediamo all'illustrissimo sindaco di sistemare la panchina nuovamente dov'era, così avremo nuovamente la possibilità di riprendere il nostro momento di rilassanti quanto innocenti incontri". E il gran finale: "Al tempo stesso, cortesemente, assicuri quegli intolleranti quanto zelanti condomini che non riferiremo mai a terzi quanto potremmo vedere o sentire in quelle ore di sereno relax, circa le loro abitudini e quelle delle loro signore". Prove scottanti, quelle che avrebbe in mano il comitato. Vale la pena sfidarlo?

Qui per ora cala il sipario. Ma la speranza è che la pellicola abbia presto un sequel. Il materiale di base è assolutamente promettente.

M.Sci

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