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Eventi | 27 febbraio 2019, 18:14

La Reggia di Venaria cambia "papà" e apre il suo 2019: Art Nouveau e giardini in attesa di Leonardo

Venerdì 1° marzo riaprirà al pubblico anche il Castello della Mandria. Per la nomina del nuovo direttore dopo Turetta, si parla di un bando ministeriale di prossima pubblicazione

La Reggia di Venaria cambia "papà" e apre il suo 2019: Art Nouveau e giardini in attesa di Leonardo

Chiunque scelga di visitare la Venaria Reale nel 2019, non potrà non farsi “rapire” dal suo vastissimo programma culturale. È questo il verbo che meglio racchiude l'offerta di esposozioni, eventi, attività per famiglie e scuole che ampliano le possibilità di conoscere o riscoprire una delle dimore sabaude simbolo del Piemonte.

Il direttore uscente Mario Turetta, chiamato a Roma, lascia a malincuore l'amata residenza reale - “la considero un po' come un figlio che ho visto crescere”, dice scherzosamente -, ma con ottime prospettive nell'immediato futuro. Per la prima volta dal 2007, infatti, la Reggia rimarrà aperta tutto l'anno, senza il consueto mese di chiusura invernale tra la fine di un ciclo di mostre e l'inizio del successivo. “Un esperimento che dobbiamo al successo delle visite e al turismo”, spiega ancora Turetta. “Il clima favorevole di febbraio ha di certo aiutato: nel weekend non siamo mai scesi sotto i 10 mila biglietti venduti”.

Paola Zini, presidente del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, delinea così il momento di passaggio che si sta vivendo nel cambio direzione: "I soci si sono subito attivati per gestire questa fase di transizione e avviare la successiva. Per la nomina del nuovo direttore, il ministero dei beni culturali ha previsto la pubblicazione di un bando di selezione. Da marzo se ne saprà di più”. Intanto per l'8 è già stata convocata l'assemblea dei soci.

Tra le novità in cantiere per il “sistema” residenze sabaude, spicca uno studio di fattibilità – condotto dalla Reggia con il Centro Conservazione e Resturo e la Compagnia di Sanpaolo – su un ipotetico deposito comune delle regge da sistemare all'interno della caserma venariese. E sono recenti le trattative con Montecarlo e il Cremlino – all'interno dell'Arre (Associazione Residenze Reali Europee) – per l'allestimento di due differenti mostre a Venaria il prossimo anno.

Imperdibile, per il momento, la visita al Castello della Mandria, che riapre al pubblico il 1° marzo, ora passato in gestione diretta al Consorzio. A seguire, dal 17 aprile, spazio alle nuove mostre, con una straordinaria ouverture dedicata ai manifesti e gli arredamenti dell'Art Nouveau (fino al 26 gennaio 2020). Ma ritorna protagonista anche la fotografia – dopo i recenti successi di Elliott Erwitt, Sebastião Salgado e Steve McCurry –, con una grande monografia di David LaChapelle (13 giugno-6 gennaio 2020), che affronta oniricamente grandi temi quali la religione, la sessualità, lo scorrere del tempo, la natura. L'estate, invece, sarà occasione, per i visitatori, di fare un Grand Tour tra i giardini europei con la mostra “Da André Le Nôtre a Henry James” (5 luglio-20 ottobre), in compagnia di celebri architetti, paesaggisti, scrittori e intellettuali che da quelle distese verdi hanno tratto ispirazione.

Un tema di approfondimento cruciale, quest'anno, sarà inevitabilmente Leonardo. In occasione del suo cinquecentenario, il Consorzio ha in serbo un'importanta operazione per portare a Venaria, dall'autunno, alcune tra le sue opere principali – e parrebbe confermata l'ipotesi della “Dama con l'ermellino”, anche se non è ancora stata fatta alcuna comunicazione ufficiale. Ma di certo, nell'attesa, in uno dei rondò del parco, quest'estate, sarà collocato il “Cavallo leonardesco” dello scenografo Premio Oscar Dante Ferretti, probabilmente in forma permanente. Un omaggio al genio rinascimentale che segna la continuità con la mostra realizzata nel 2011 per i 150 anni dell'Unità d'Italia.

E saranno moltissimi gli eventi collaterali tutto l'anno. Per citarne alcuni, “La Via dei Re” con lo scrittore Enrico Brizzi (12 aprile), il tango nella Galleria Grande (dal 19 al 21 aprile), la Festa delle Rose (17-19 maggio), la Milanesiana tra giugno e luglio e la terza edizione di Palchi Reali, che quest'anno riceve direttamente il contributo dal Consorzio e non più dalla Regione Piemonte (per un ammontare di 180 mila euro). Verso fine anno, poi torneranno l'immancabile Maratona Reale (12 e 13 ottobre) e il Gran Ballo delle debuttanti (16 novembre).

Ho sempre ritenuto la Reggia il portale del sistema residenze”, commenta Turetta illustrando il programma. “Molto è stato fatto, tanta strada è ancora da fare. Dal 2015 sicuramente la Reggia ha fatto grossi passi avanti. Nel 2017 ha superato il milione di biglietti. Nel 2018 ha registrato una leggera inflessione dovuta alla mancata apertura del Villaggio di Natale. Ma i bilanci economici in questi anni sono sempre stati positivi. Si può dire che abbiamo lavorato da buoni padri di famiglia, stando attenti a risparmiare le risorse”.

Come direttore, Turetta è stato un punto fermo e un grande sostegno in questi tre anni”, aggiunge emozionata, nel suo congedo, l'assessora alla cultura del Comune di Venaria Antonella d'Afflitto. “Credo che questo territorio contenga un patrimonio altissimo; chi lo custodisce deve avere un'enorme sensibilità per farlo, andando oltre le logiche politiche. Come tutti i momenti di passaggio, sarà difficile, ma auspichiamo sia breve. Intanto ringrazio di cuore per tutto quello che siamo riusciti a fare insieme”.

Manuela Marascio

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