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Economia e lavoro | 04 febbraio 2019, 17:20

Collegno, anche Fim-Cisl si pone a difesa dei 33 lavoratori della TE Connectivity

I sindacati: "Grande disappunto, l'azienda non ha perso tempo per sistemare i propri conti e costi"

Collegno, anche Fim-Cisl si pone a difesa dei 33 lavoratori della TE Connectivity

Un'altra voce si alza a tutela dei lavoratori della TE Connettivity di Collegno: dopo l'appello di Fiom-Cgil della scorsa settimana, ora anche Fim-Cisl del Nord Ovest fa sentire la propria preoccupazione per la situazione della ex Tyco.

Sotto i riflettori, la procedura di licenziamento per 33 lavoratori, 20 operai e 13 impiegati fra le due unità di produzione e distribuzione. "C'è grande disappunto - commenta Meo Giosuè, funzionario Fim - perché a fronte di una previsione di calo produttivo per il 2019, l’azienda non ha perso tempo fin da inizio anno ad agire verso una Certezza e azione preventiva per sistemare i propri conti e costi, col primo pensiero a ridurre l’occupazione, la manodopera, la riduzione di organico".

"A fine settimana - aggiungono le rsu Fim di stabilimento, Massimo Dicanosa e Giuliano Spalluzzi - si terrà un incontro sindacale presso l’Unione Industriale di Torino dove si capiranno meglio i dettagli e le intenzioni aziendali che, anche se appaiono mirate ad accogliere adesioni spontanee con accesso alla Naspi, dovranno essere incentivate e soprattutto non dovranno trasformarsi in sollecitazioni spintanee!! Se poi l’azienda, esauriti i termini di legge della procedura, intendesse procedere a licenziamenti unilaterali, anche uno solo, si aprirà inevitabilmente una primavera già molto calda con mobilitazioni".

M.Sci

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