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Eventi | 01 febbraio 2019, 17:05

Il Castello di Rivoli si mette in mostra alle OGR con "Può l'arte prevenire gli errori?"

L'esposizione dal 1 febbraio al 19 maggio al Binario 2

Il Castello di Rivoli si mette in mostra alle OGR con "Può l'arte prevenire gli errori?"

Dal 1 febbraio al 19 maggio 2019 le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, presentano Cuore di tenebra. Castello di Rivoli @OGR.1. Può l’arte prevenire gli errori? una mostra allestita al Binario 2 delle OGR Torino, a cura di Marcella Beccaria, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con il supporto della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Citando il celebre romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra (Heart of Darkness, 1899), questa mostra collettiva indaga aspetti irrazionali del contemporaneo, dove guerre, imperialismi, fanatismi religiosi, terrorismo, razzismo, disparità crescente, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e alcuni aspetti della tecnica e dell’Intelligenza Artificiale utilizzate in modo irresponsabile sembrano crescere in maniera esponenziale. Originariamente provenienti da Brasile, Cuba, Egitto, Israele, Italia, Libano, Messico, Polonia, Portogallo, Stati Uniti, e attivi in più parti del globo, gli artisti invitati offrono molteplici punti di vista relativi alla complessità del mondo nel quale viviamo, interrogandosi sui lati oscuri del presente e analizzandoli attraverso riferimenti al passato oppure anticipando possibili scenari futuri.

“Con rimandi che spaziano dalla caduta dell’Impero degli Assiri nel VII a.C. per arrivare agli androidi che forse un giorno condivideranno la Terra con gli esseri umani, la mostra indaga i modi in cui gli artisti si relazionano con il mondo contemporaneo scandagliandone alcuni aspetti bui e irrazionali”, spiega Marcella Beccaria. “Le opere selezionate propongono diverse forme di consapevolezza critica che non prescindono dalla capacità di aprire spazi di resistenza poetica, rispondendo alla violenza del presente con inarrestabile forza creativa”.

Le opere di Allora & Calzadilla, Maria Thereza Alves, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Bracha L. Ettinger, Massimo Grimaldi, Mona Hatoum, Goshka Macuga, Teresa Margolles, Pedro Neves Marques e Wael Shawky, scelte per gli spazi delle OGR, esprimono una vitale creatività che abbraccia più linguaggi e tecniche, tra cui performance, scultura, fotografia, pittura, film e installazioni multimediali e sonore.

Cuore di tenebra presenta un nucleo selezionato di tredici importanti opere dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, per la maggior parte scelte tra quelle acquisite dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT per il Museo. In una visione sinergica, dal 2000 la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ha elaborato un progetto di acquisizioni per Torino e il Piemonte che integra le collezioni permanenti del Castello di Rivoli e della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e che oggi conta oltre 840 opere di artisti italiani e internazionali ospitate presso le due istituzioni.

Cuore di tenebra rappresenta il secondo capitolo nell’ambito della collaborazione tra le OGR Torino e il Castello di Rivoli, iniziata in occasione dell’inaugurazione delle OGR, con la curatela e produzione dell’installazione pubblica Procession of Reparationists (Processione. I riparazionisti, 2017), di William Kentridge allestita nella Corte Est delle ex officine di Corso Castelfidardo e interamente sostenuta dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.
La collaborazione tra le OGR e il Castello di Rivoli, trova inoltre una virtuosa espressione nel lavoro avviato con il network ZonArte; il Castello di Rivoli con il proprio Dipartimento Educazione ha infatti collaborato alla riapertura delle OGR nel 2017 organizzando un intenso programma di attività, ampliato con la rassegna Domeniche in festa, nell’ambito del Public Program OGR, grazie al supporto della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Dalla sua fondazione nel 1984, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea si è sviluppato tenendo conto dell’unicità dell’edificio che lo ospita, capolavoro dell’architettura barocca disegnato da Filippo Juvarra nel 1718. Restaurato da Andrea Bruno alla fine degli anni settanta, il Castello è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Le collezioni del Museo, che includono la più importante raccolta di opere di Arte povera al mondo, sono incentrate sui protagonisti dell’arte contemporanea, con particolare attenzione ai linguaggi sviluppatisi in Italia e a livello internazionale dalla fine degli anni sessanta al presente. Le collezioni includono opere di proprietà del Museo, opere in deposito a lungo termine acquistate per il Museo da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, opere provenienti dalla Fondazione Rivetti e, più recentemente, dalla Collezione Cerruti. La Collezione video è stata acquistata grazie al supporto di Compagnia di San Paolo. Il Museo ha il sostegno della Regione Piemonte, Fondazione CRT, Città di Torino, Città di Rivoli e di altri patrocinatori e benefattori. L’unicità delle collezioni e la vitalità della programmazione di mostre e rassegne, hanno reso il Castello un punto di riferimento internazionale.

Le OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino, sono un centro di produzione culturale e di sperimentazione interdisciplinare di oltre 35.000 metri quadrati, interamente riqualificato dalla Fondazione CRT e inaugurato il 30 settembre 2017. Le OGR Torino nutrono l’ambizione di far convivere tre anime - l’arte in tutte le sue declinazioni, lo sviluppo dell’innovazione e la ricerca scientifica e tecnologica, l’eccellenza enogastronomica - in connessione con i talenti, le best practice del territorio e le eccellenze internazionali. Nel 2013 la Fondazione CRT ha acquistato l’area in stato di degrado e l’ha riqualificata: il più grande investimento diretto su un unico progetto, oltre che uno dei maggiori esempi di venture philanthropy oggi in Europa.
Dopo 1.000 giorni di lavori, le ex officine dei treni sono rinate come distretto : dalla riapertura sono state realizzate ed esposte opere site-specific di William Kentridge, Patrick Tuttofuoco, Arturo Herrera, Liam Gillick; hanno visto la luce mostre personali di artisti provenienti da tutto il mondo, come Tino Sehgal, Susan Hiller, Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh, Hesam Rahmanian, Mike Nelson; si sono avvicendati protagonisti eterogenei della scena musicale internazionale – dai The Chemical Brothers ai Kraftwerk, da Kamasi Washington ai New Order, da John Cale a Michael Nyman, da Tony Allen&Jeff Mills a Bombino – e sono sorte inedite partnership con festival e luoghi della cultura locale ed europea, dal Torino Jazz Festival al Manchester International Festival, che qualificano le OGR come un vero e proprio centro di sperimentazione tra i più produttivi e dinamici a livello europeo.


PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso espositivo è stato ideato dal curatore Marcella Beccaria in relazione agli spazi delle OGR secondo un allestimento teso a valorizzare i diversi punti di vista offerti dagli artisti in mostra, presentando una possibile narrazione che allude alla complessità del presente.

In occasione dell’opening, i visitatori saranno accolti dalla performance Stop, Repair, Prepare: Variations on “Ode to Joy” for a Prepared Piano (Fermati, ripara, prepara: variazioni all’“Inno alla gioia” per un pianoforte modificato, 2008) di Allora & Calzadilla (Jennifer Allora, Philadelphia, 1974; Guillermo Calzadilla, L’Avana, 1971). Eseguita da un pianista professionista che suona al contrario un pianoforte modificato, la performance pone gli spettatori di fronte a un’inaspettata esecuzione del quarto movimento della celebre Sinfonia n. 9 (1816-1842) di Ludwig van Beethoven, composizione che è stata utilizzata da contesti ideologicamente disparati quali il Terzo Reich, la Rivoluzione culturale cinese, la Rhodesia razzista di Ian Smith ed è oggi l’inno ufficiale delle Nazioni Unite. La performance avrà luogo nel suggestivo spazio a cattedrale del Duomo delle OGR e aprirà e chiuderà la mostra, tenendosi nelle giornate del 1, 2 e 3 febbraio e del 19 maggio 2019, per il finissage della mostra (nei giorni indicati la performance inizia ogni ora e dura 25 minuti circa).

Il percorso espositivo prende avvio dall’opera Untitled (Senza titolo, 1999) di Maurizio Cattelan (Padova, 1960), fotografia a colori che ritrae il gallerista milanese Massimo De Carlo letteralmente “attaccato” al muro con robusto nastro adesivo. Cinica e dolorosa al tempo stesso, l’opera può essere interpretata come un’allusione alla barbarica ferocia di cui è capace l’animo umano ma anche all’incapacità del singolo di agire e di assumere il controllo della propria esistenza ribellandosi alla violenza circostante.

The Nature of the Beast (La natura della bestia, 2009) di Goshka Macuga (Varsavia, 1967) si presenta come un’installazione composta da un grande tavolo con documenti d’archivio simile a quelli presenti presso la sede delle Nazioni Unite a New York, un arazzo ispirato alla celebre Guernica (1937) di Pablo Picasso e un busto in bronzo raffigurante Colin Powell ritratto mentre mostra la provetta con al suo interno presunto materiale tossico che giustificò nel 2003 l’invasione americana dell’Iraq. Per volontà di Macuga, l’installazione presentata alle OGR è messa a disposizione del pubblico, di associazioni o gruppi culturali e può essere prenotata gratuitamente per riunioni o conferenze scrivendo all’indirizzo prenotazioni@ogrtorino.it.

Inaspettati risvolti legati all’ascesa dell’Intelligenza Artificiale e alla diffusione di colture geneticamente modificate sono alcuni tra gli argomenti trattati in YWY, a androide (YWY, l’androide, 2017) di Pedro Neves Marques (Lisbona, 1984). Il film è ispirato al linguaggio della fantascienza, ed è stato scritto utilizzando un intenzionale punto di vista femminista.

La mostra prosegue con le riflessioni legate all’eredità del colonialismo occidentale e alle violente storie di conquista ad esso legate con Una proposta di sincretismo (questa volta senza genocidio), 2018, di Maria Thereza Alves (San Paolo, 1961). L’installazione, che ha la forma di una serie di piastrelle in ceramica, raffigura un rigoglioso giardino nel quale sono ritratti frutti e arbusti originari dell’America Latina, introdotti in Europa a seguito della colonizzazione.

La pratica di Massimo Grimaldi (Taranto, 1974) riguarda la possibilità di agire in prima persona, aprendo spazi di resistenza capaci di modificare la violenza della realtà. Da alcuni anni, l’artista collabora con Emergency, l’associazione nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà, devolvendo ad essa eventuali premi vinti. È questo il caso dell’opera Emergency’s Paediatric Centre in Goderich, Photos Shown On Two Apple iMac Core i3s (Centro pediatrico di Emergency a Goderich, foto mostrate su due Apple iMac Core i3s, 2010), realizzata in Sierra Leone.

La violenza coercitiva dei confini e l’orrore dell’imprigionamento, o peggio della tortura, sono alcune tra le profonde impressioni che le opere di Mona Hatoum (Beirut, 1952) possono provocare in chi le incontra. Undercurrent (Red) (Sottocorrente – rosso, 2008) rievoca la forma famigliare di un tappeto, i cui tradizionali fili colorati celano però al loro interno robusti cavi elettrici, rendendolo luogo inospitale e potenzialmente letale.

Le devastanti conseguenze del narcotraffico, con la sua inarrestabile spirale di morte, sono alcuni tra i temi indagati da Teresa Margolles (Culiacán, Messico, 1963). L’opera sonora Trepanaciones (Sonidos de la morgue) (Trapanazioni – Suoni dell’obitorio, 2003) consiste nella registrazione dei rumori emessi dalla strumentazione medica impiegata nel corso di autopsie su vittime di omicidi a Città del Messico.

Artista visiva, filosofa e psicanalista, i cui scritti hanno influenzato molte delle contemporanee teorie sull’arte contemporanea, Bracha L. Ettinger (Tel Aviv, 1948) si dedica alla pittura ad olio elaborando poche opere, ciascuna delle quali condensa anni di meticoloso lavoro. La serie Eurydice, alla quale appartengono due delle opere in mostra, si sviluppa a partire da fotografie scattate nel 1942 a Mizocz, in Ucraina (al tempo Polonia), che documentano donne e bambini ebrei poco prima di essere uccisi dalla polizia tedesca.

Cabaret Crusades: The Secrets of Karbala (Cabaret delle Crociate: i segreti di Karbala, 2015) è l’opera conclusiva di una trilogia di film realizzati da Wael Shawky (Alessandria d’Egitto, 1971) ispirandosi alla storia delle Crociate. L’artista racconta gli eventi sottolineando l’esistenza di un punto di vista degli Arabi, per secoli dimenticato dalla tradizionale storiografia occidentale.

Roberto Cuoghi (Modena, 1973) ha fatto della metamorfosi la propria arma di sopravvivenza e del metodo che la regola il suo originale principio di creazione artistica. In occasione della mostra Cuore di tenebra, Cuoghi presenta una nuova opera sonora appositamente ideata dal titolo LAŠ (2008-2018). L’opera si riferisce al drammatico episodio storico della caduta dell’Impero Assiro, quando la splendida Ninive è sul punto di essere distrutta per mano dei nemici.

comunicato stampa

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