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Cronaca | 30 gennaio 2019, 09:18

Laminazione della Dora Riparia, arriva il no di Coldiretti Torino

"Il rischio è compromettere i terreni fertili dell’area morenica". Coinvolte anche Rivoli, Alpignano e Caselette

Laminazione della Dora Riparia, arriva il no di Coldiretti Torino

«No a un’unica cassa di laminazione lungo il fiume Dora Riparia a ridosso di Torino». Questa è la posizione di Coldiretti Torino sul progetto che Aipo e Regione Piemonte vogliono realizzare a monte di Torino, anche a seguito degli eventi alluvionali dell’anno 2000.

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, spiega: «Durante le precedenti esondazioni la portata della Dora Riparia è arrivata fino a 750 metri cubi d’acqua al secondo. L’idea progettuale è nata per difendere il territorio della città di Torino dalle alluvioni, intercettando le acque prima che arrivino nella città della Mole, con un’unica grande cassa di laminazione, realizzata nei territori dei Comuni di Alpignano, Caselette, Rivoli e Rosta. Agricoltori, amministrazioni comunali e le comunità interessate dall’opera sono contrari a questa ipotesi progettuale. Ci sarebbe la possibilità di interventi alternativi sui piloni dei tre ponti storici della Dora Riparia, in Torino, per aumentare la luce delle loro campate, evitando così strozzature nell’alveo del fiume. Si tratta di interventi non impattanti sull’ambiente e sulle attività agricole rispetto alla cassa di laminazione. Si tratta però di interventi che Aipo e Regione Piemonte non ritengono di percorrere, avendo individuato, come unica soluzione progettuale una vasca di laminazione, sita a 12 chilometri a monte di Torino. Un invaso che si estende su 300 ettari, capace di contenere dieci milioni di metri cubi. Un’opera unica, con tre casse, attivate progressivamente da dighe, con sbarramenti del corso d’acqua e rilevati arginali. E’ previsto costo minimo di 63 milioni di euro». 

«Coldiretti è fermamente contraria a questa ipotesi progettuale – afferma Sergio Barone, vice presidente di Coldiretti Torino –. L’area  dell’unica vasca di laminazione ricade su un anfiteatro morenico, una piana con terre fertili. Le acque di piena contengono materiali, quali: inerti, rocce, tronchi e altro che, depositati nella vasca di laminazione comprometterebbero irrimediabilmente la fertilità di questi terreni, oltre a ridurre la capacità di contenimento delle acque fluviali». 

Fabrizio Galliati, chiude così: «Il progetto di una sola cassa di laminazione per il fiume Dora Riparia ora è a livello preliminare, ma la direzione dei lavori della Cabina di regia che la Regione Piemonte ha istituito su nostra richiesta, per ora non ci soddisfa. Noi chiediamo di cambiare rotta e prima di procedere, valutare attentamente tutte le cause che generano questa necessità progettuale. In particolare, oltre ai problemi evidenziati per il deflusso a valle, riteniamo necessario uno studio preliminare sull’assetto idrogeologico di tutto l’asse della Dora le cui problematiche a tutti note sono la causa che determinano le piene del fiume. Coldiretti richiede un confronto vero e, soprattutto, una progettazione alternativa anche perché è emerso come l’impatto a carico delle aziende agricole sinora non sia stato preso nella dovuta considerazione. Coldiretti auspica che venga posta attenzione anche per l’eventuale realizzazione di piccoli invasi, utili a mitigare eventuali emergenze lunga tutta l’asta fluviale».

comunicato stampa

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