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Cronaca | 29 gennaio 2019, 14:31

Grugliasco non dimentica l’orrore dell’Olocausto: una mostra del partigiano Sergio Coalova perché conoscere è necessario

Il presidente Rizzo: “La memorialistica sui campi di concentramento è ampia ed ogni testimonianza è unica, preziosa ed insostituibile”. Inaugurazione il 2 febbraio alle 18.30

Grugliasco non dimentica l’orrore dell’Olocausto: una mostra del partigiano Sergio Coalova perché conoscere è necessario

Il giorno della Memoria è alle spalle ma prosegue a Grugliasco il percorso per non dimenticare la Shoah: il 2 febbraio sarà inaugurata la mostra d’immagini e documenti dedicata alle vittime dei campi di sterminio nazifascisti realizzata da Sergio Coalova, partigiano combattente deportato a Mauthausen. Allestita dalla Consulta antifascista, dall’Anpi e dall’associazione “Famiglie 68 martiri” nello Chalet Allemand all’interno del parco culturale Le Serre, in collaborazione col Comune e con la Cojtà Gruliascheisa che darà corso alle letture di testimonianze.

“La memorialistica sui campi di concentramento – dice il presidente della Consulta antifascista Giuseppe Rizzo – è ampia ed ogni testimonianza è unica, preziosa ed insostituibile. Coalova ha fatto qualcosa di più cercando di capire cosa accadde a milioni di persone che, come lui, furono vittime del nazifascismo. Lesse le ricostruzioni degli storici, ne seguì i dibattiti e s’imbatté anche nel revisionismo e nel negazionismo. E proprio per evitare che ritornasse l’incubo dei primi anni dopo il ritorno dal lager quando i racconti dei sopravvissuti erano ascoltati con incredulità, scelse di parlare utilizzando le immagini: alle foto dei corpi scheletriti, dei cadaveri e dei torturatori affiancò le sue parole e i suoi disegni guidando i visitatori, soprattutto i giovani, verso la comprensione e la riflessione”.

Coalova ha seguito questo lavoro passo dopo passo e ha accompagnato molte volte gli studenti a Mauthausen col treno della Memoria, ogni volta raccontando la sua storia e suscitando stupore per la serenità che nemmeno l’orrore dell’Olocausto riuscì a cancellare. Nacque a Pinerolo il 1° agosto 1923, frequentò il corso per ufficiali all’Accademia di artiglieria e genio e, dopo l’8 settembre 1943, fu tra i primi a prendere parte alla Resistenza in Val Pellice. Catturato dai nazifascisti a Torre Pellice durante un rastrellamento, fu rinchiuso nel marzo 1944 alle “Nuove” di Torino e a maggio fu trasferito a Fossoli. Il 21 luglio il transito dal campo di Bolzano e poi la deportazione a Mauthausen col numero di matricola 82331. Liberato il 5 maggio 1945, nel dopoguerra Coalova lavorò come libero professionista, senza mai dimenticare l’esperienza della Resistenza. A lungo tacque su ciò che subì, poi maturò la decisione di trasmettere alle nuove generazioni la sua testimonianza allestendo mostre e andando nelle scuole a raccontare. Nel 1985 uscì il suo libro di memorie “Un partigiano a Mauthausen”; Coalova è morto a quasi 95 anni il 25 marzo dello scorso anno.

“L’iniziativa è promossa nell’ambito delle celebrazioni del giorno della Memoria – spiegano la vicesindaco Elisa Martino e l’assessora all’Istruzione Emanuela Guarino – e il motivo risiede già nel titolo della mostra “Grugliasco non dimentica: conoscere e capire l’Olocausto per essere liberi”, evento che racchiude in sé la necessità di trasmettere la memoria di ciò che accadde”. Sarà visitabile fino al 10 febbraio, tutti i giorni su richiesta di scuole o gruppi d’interesse; sabato e domenica dalle 15 alle 18 osserverà l’orario d’apertura dell’attiguo rifugio antiaereo sotto villa Boriglione. Per ulteriori informazioni e per prenotare c’è lo 011/4013335 oppure il 333/3491283.

Massimo Bondì

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