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Eventi | 26 gennaio 2019, 19:10

Collegno, posta la seconda Stolpersteine: "Con questi gesti Attilio e Massimo tornano a casa" (FOTO)

In occasione della Giornata della Memoria Collegno ha collocato una pietra di inciampo dedicata a Michele Attilio De Leon

Collegno, posta la seconda Stolpersteine: "Con questi gesti Attilio e Massimo tornano a casa" (FOTO)

"Due persone che sono state portate via da Collegno e noi con questi gesti li riportiamo a casa". Sono le parole del sindaco Francesco Casciano per descrivere un atto di ricordo che ha lo scopo di tendere la propria mano verso il ricordo, non solo di Massimo De Benedetti, ma anche di Michele Attilio De Leon, due persone di cui la città custodisce la memoria. Un simbolo che non può essere portato via, ma che permane nella mente dei cittadini. Ed è questo lo scopo delle "Stolpersteine", le pietre d'inciampo nate da un'iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demning, per regalare un momento di pensiero nell'attimo in cui "inciampando", si potrà  leggere la storia di Collegno, ma soprattutto la storia di un uomo. "La pietra di inciampo è un modo per inciampare, per rendersi conto, anche in maniera casuale, di ciò che è avvenuto, per ricordare anche chi da questa città  è stato deportato e non è potuto tornare - ha dichiarato la consigliera regionale Silvana Accossato -. Chiedersi cosa c'è dietro questa storia è un passo importante per la nostra formazione, ma anche per la società in cui viviamo".

Dopo la posa della prima pietra, dedicata a Massimo De Benedetti davanti al portale Juvarra della Certosa, la città ha voluto ricordare anche Michele Attilio De Leon, a cui è stata dedicata la seconda Stolpersteine situata in corso Francia all'angolo con via Filzi. Nato nel 1890, imprenditore, grande motivatore dei suoi dipendenti, era un uomo eclettico e carismatico. Un uomo il cui nome diviene portatore di un simbolo di grande importanza: la memoria. Un ricordo che porta con sé non solo la storia di chi ha frequentato la città, di chi ha calpestato il suolo collegnese ed è vissuto in un periodo in cui ogni ricordo veniva cancellato, di chi è stato arrestato nel 1944, deportato ad Auschwitz e assassinato, ma soprattutto una storia che non va dimenticata. "Questa è la storia di Collegno. Questa è la storia del mondo - ha sostenuto il sindaco Casciano -. Dobbiamo lavorare ogni giorno per la pace, e il modo migliore è il ricordo. Ricordare le nostre radici è una cosa bellissima. Siamo qui per riflettere e fare memoria, per dire che Massimo e Attilio tornano a casa".

Diana Tassone

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