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Sanità | 25 gennaio 2019, 08:50

ASlTo3, i sindacati si spaccano sullo stato di agitazione. UIlFpl: "Scelta irresponsabile di alcuni, CGIL in testa"

Chi non ha condiviso la protesta, che stamattina porta un presidio davanti all'assessorato regionale alla Sanità, accusa le altre sigle: "Arrecano un grave danno ai lavoratori per politica e interessi di parte"

ASlTo3, i sindacati si spaccano sullo stato di agitazione. UIlFpl: "Scelta irresponsabile di alcuni, CGIL in testa"

Sindacati spaccati, sul fronte della AslTo3. Una divisione che si era già ampiamente percepita nei giorni scorsi quando, alla proclamazione dello stato di agitazione da parte di alcune sigle, altre non si erano pronunciate, ricevendo così gli attacchi di chi era deciso a protestare.

E oggi, proprio nelle ore in cui è annunciata una manifestazione davanti all'assessorato regionale alla Sanità di corso Regina Margherita, con un dossier che dovrebbe essere consegnato all'assessore Antonio Saitta insieme alla richiesta di dimissioni del direttore generale della Asl, Flavio Boraso, arriva la presa di posizione di UILFpL. Che di fatto risponde alle accuse e le rilancia al mittente. 

"Apprendiamo con sconcerto che ancora una volta alcune sigle sindacali, CGIL in testa, privilegiano la politica e gli interessi di parte, a discapito dei diritti dei lavoratori - si legge nella nota ufficiale diffusa dal sindacato -. È stato infatti indetto un inspiegabile stato di agitazione proprio 2 giorni prima di un incontro già programmato con l'amministrazione, e disertato da alcune sigle sindacali, CGIL in primis, che pur di mantenere la linea dura, hanno disertato l'importante appuntamento, arrecando un grave danno ai lavoratori, che vengono cosí inevitabilmente penalizzati da una scelta insensata, irresponsabile e per di più non sostenuta direttamente dalla loro base. Basti pensare che l’accordo per l’attribuzione dei passaggi di fascia potrebbe slittare al prossimo semestre, proprio a causa di questo immotivato inasprimento di rapporti con la direzione aziendale, che si era invece mostrata conciliante su questo punto con le componenti sindacali e con i lavoratori".

"L’azienda, non a caso - prosegue - dopo aver ricevuto più rimostranze da parte dei sindacati, e pungolata dalla UILFPL che in data 9 Gennaio 2019 aveva presentato un preciso documento rivendicativo, si è mossa celermente, calendarizzando un incontro tenutosi in data 23 gennaio 2019, che pur in assenza delle altre sigle sindacali, ha portato ad un importante impegno programmatico in favore dei lavoratori tutti. Si segnala inoltre, al contrario di quanto millantato sino ad oggi, che l’assemblea RSU non ha partecipato allo stato di agitazione, poiché durante l’assemblea non c’è stata la maggioranza utile ad approvare il provvedimento e che, oltre alla UIL FPL, non hanno partecipato allo stato di agitazione neanche Nursind e Fials, che hanno ribadito di voler confrontarsi con l’azienda, a rischio di essere additati come filoaziendalisti".

Da qui l'attacco alle altre sigle sindacali: "Si ravvisa senza dubbio un utilizzo improprio di un importantissimo strumento di rivendicazione sindacale come lo stato di agitazione, che se invece utilizzato correttamente, può̀ essere invece molto utile per sostenere con forza, in casi di estrema urgenza, i diritti dei lavoratori. Siamo amareggiati e frastornati da scelte irresponsabili, che spaccano l’unità sindacare, che portano in azienda un clima teso e di continuo scontro, che mina irreparabilmente la serenità di tutti i dipendenti. Riteniamo che l’interesse dei lavoratori debba prevalere su tutto, ma la condotta di alcuni sindacati oltre a

non portare a nessun risultato concreto e del tutto estemporanea: pensate solo se nel 2019 si possa ancora sentire parlare di “padroni”, di “lotta di classe” o di sistemi occulti, termini appartenenti al secolo scorso".

Massimiliano Sciullo

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