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Sanità | 21 gennaio 2019, 18:50

Asl3, botta e risposta tra sindacati e direzione generale su concorsi, assunzioni e tagli di spesa

I rappresentanti dei lavoratori: "Subito una task force per le carenze di professionisti, ma anche per quella dei posti letto". La replica di Boraso: "Costernato e sorpreso, le accuse non rispondono alla realtà"

Asl3, botta e risposta tra sindacati e direzione generale su concorsi, assunzioni e tagli di spesa

Botta e risposta a stretto giro di posta, all'interno del mondo della sanità del territorio Asl3, che da Rivoli arriva fino a Pinerolo. Nella giornata di oggi, infatti, le rappresentanze sindacale di FP Cgil, Cisl Fp, Nursing Up, FSI Usae e FSI democratici hanno indetto lo stato d'agitazione dei lavoratori a causa - dicono in un documento ufficiale - "dell’assenza di risposte e l’atteggiamento talvolta nei fatti autoritario e autoreferenziale del direttore generale, Flavio Boraso". "Uno dei compiti principali del direttore generale di un'azienda sanitaria - proseguono - dovrebbe essere quello di saper dialogare, cosa che non avviene da tempo".

E hanno così ribadito tutte le problematiche e le rivendicazioni sul tavolo. In particolare, i sindacati contestano al Direttore Generale l’eccesso di presenzialismo sui media, “accendendo qua e là i riflettori” in base a calcoli di convenienza, ma tralasciando molti moltissimi gravi problemi che i lavoratori ed i cittadini che vengono nei servizi si trovano ad affrontare. A cominciare dai "tagli sulla spesa del personale che nel 2016 ha determinato la riduzione per 5 milioni di euro del budget assegnato dalla Regione, proprio per il personale. Taglio che la Regione ha confermato anche negli anni seguenti, nonostante lo sblocco delle assunzioni avvenuto nel 2015". "Peccato che solo nel triennio 2012/2015 - aggiungono i sindacati - il taglio sul personale aveva inciso per il 10 % del budget e dei lavoratori".

E ancora: "I risparmi che il dottor Boraso dice di aver fatto negli ultimi 2 anni (2017 e 2018) ammonterebbero a 15 milioni. Ma che fine hanno fatto i risparmi per 7,5 milioni che aveva dichiarato di aver fatto nel 2016? Il tutto mentre l’Azienda fa economia sui ticket restaurant dei lavoratori o si rifiuta di pagare i lavoratori che nel 2017 hanno partecipato fuori orario di servizio e di notte ai prelievi d’organo. Al momento nell’ASL TO3 per quanto concerne il comparto non si ha alcun concorso attivato e nessuna graduatoria valida, e sono presenti 173 lavoratori interinali (che costano più dei dipendenti), e sono destinati a raddoppiare a breve. A fine 2014 gli interinali erano pari a zero. L’unico concorso espletato per il comparto negli ultimi anni è stato quello per infermieri nel 2016,che ha prodotto inspiegabilmente una graduatoria molto corta. Siamo di fronte a dinamiche di precarizzazione dei rapporti di lavoro".

E in vista dell'estate i rappresentanti dei lavoratori parlano addirittura di "Emergenza sanitaria". "Ma la carenza di personale tocca anche i medici, basta pensare che nel Reparto di Medicina di Susa lavorano attualmente 3 medici e dovrebbero essere almeno 8. Questa è una situazione non più sostenibile anche perché si è in presenza di rischio clinico molto elevato". Per questi motivi le organizzazioni sindacali chiedono una “task force per avviare subito, e completare entro l’estate, i concorsi per le professioni più in sofferenza: infermieri, oss, tecnici di radiologia, ostetriche".

E nel mirino finiscono anche "le politiche di gestione degli appalti e l’esternalizzazione dei servizi sanitari", oltre alla "carenza di posti letto nell’Asl To3, che sono 0,98 x 1000 abitanti, mentre, la media regionale è dell’1,6 e quella nazionale del 2,6. Le scelte interne si basano su aperture estemporanee di posti letto senza adeguamento di personale. E poi ci si scandalizza del sovraffollamento nei pronto soccorso". Il tutto con la questione del laboratorio analisi ancora pendente come una spada di Damocle sull'ospedale di Rivoli.

Ma la replica di Boraso non si è fatta attendere, esprimendo innanzitutto "costernazione e sorpresa per le dichiarazioni rilasciate, in massima parte non rispondenti al piano di realtà aziendale". A cominciare, dice la direzione generale, dal dialogo con le organizzazioni sindacali. Accusa che "risulta incomprensibile alla luce dei 19 incontri di trattativa svoltisi nel 2018, più svariati tavoli preparatori sempre nel corso dello stesso anno, che hanno portato peraltro ad accordi specifici come risulta dai verbali depositati agli atti".
Sul tema dei tagli di spesa, la replica è che "in Azienda  almeno 3 anni di spending review hanno consentito risparmi notevoli senza incidere sul personale né sui servizi sanitari. Al contrario di quanto affermato sono state utilizzate praticamente tutte le possibilità di spesa per assunzioni: nel solo ultimo biennio sono state programmate ben  239 assunzioni con 108 nuovi dipendenti già assunti e gli altri in corso di assunzione".

Sulla mancanza di personale, "non è assolutamente vero che sia stata sottovalutata la carenza in quanto, appena esaurita la graduatoria dell'Asl To3, si è subito attinto dalle graduatorie vigenti nell'Asl To4 e Citta della Salute. E il 10 gennaio scorso le organizzazioni sindacali sono state convocate per il prossimo 23 gennaio  per un incontro specifico sul piano assunzioni 2019, dove sono previste assunzioni mirate alle figure professionali più in sofferenza, con copertura del turn over ed implementazione di figure in aree strategiche".

Sull'utilizzo degli investimenti, Boraso sottolinea come gli utili rispetto ai Bilanci 2016 e 2017, approvati dalla Regione Piemonte, circa 15 milioni, sono stati utilizzati per apparecchiature, rifacimento strutture ed adeguamento norme anti-incendio e antisismiche". 

E una replica arriva anche all'accusa di presenzialismo. "Ognuna delle questioni sollevate è stata sempre oggetto di una costante attività di comunicazione non solo ai sindacati ed ai dipendenti, ma anche all'esterno, sia per informazione sia per trasparenza, cosa che viene impropriamente indicata come eccesso di presenzialismo, mentre in passato al contrario giungevano lamentele per la scarsità delle comunicazioni diramate".

Marco Bertello e Massimiliano Sciullo

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