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Cronaca | 11 gennaio 2019, 13:53

Cambia il gestore telefonico all'Inps e le sedi di Torino e provincia diventano inaccessibili

La sede di via XX settembre, ma anche quelle distaccate di Carmagnola, Bussoleno, Collegno, Ivrea, Moncalieri, Pinerolo, Chieri e Orbassano: impossibile chiamare per tutta la mattina

Cambia il gestore telefonico all'Inps e le sedi di Torino e provincia diventano inaccessibili

Cambio di gestore telefonico e sedi Inps della nostra provincia (come quelle di tutta Italia), che da alcuni giorni sono isolate telefonicamente a causa del cambio di gestore telefonico e ciò che è ancora più grave e rende paradossale la situazione è che sono ignoti i tempi di ripristino dei collegamenti telefonici.

In questi giorni in cui moltissimi utenti si rivolgono all’Inps per le motivazioni più varie è quindi impossibile contattare l'istituto previdenziale con il telefono in quanto la chiamata ai numeri di telefono della sede provinciale si chiude automaticamente, ed agli utenti non resta che presentarsi allo sportello.

E telefonare diventa esercizio impossibile anche a Torino e nelle sedi decentrate: la chiamata non "aggancia" e gira a vuoto per lunghi secondi, tra una deviazione di chiamata e l'altra, fino a cadere senza dare segnali. Nemmeno uno squillo. Men che meno un disco che avvisi del disservizio.

Ed è così per la sede di via XX settembre, ma anche per i numeri di telefono di Carmagnola, Bussoleno, Collegno, Ivrea, Moncalieri, Pinerolo Chieri e Orbassano.

Il disservizio del telefono deriva (non solo a Torino, ma ci segnalano sia un problema anche in buona parte del resto d'Italia) da un cambio di operatore che dovrebbe produrre grandi risparmi ed è una cosa corretta e giusta, ma rimane la responsabilità di non aver programmato al meglio il servizio.

Non mancano le polemiche. “Sul servizio di telefonia dell’INPS – evidenzia l’Usb - sembra essersi scatenata una vera e propria guerra senza esclusione di colpi. Fino ad aprile scorso il servizio era gestito da Fastweb e, da maggio dello stesso anno, sarebbe dovuta subentrare la società Vitrociset, vincitrice del nuovo appalto che in qualche modo ha rivoluzionato il servizio di telefonia dell’INPS. Un cambiamento che, a detta dell’amministrazione, produrrà a regime notevoli risparmi rispetto al passato. Purtroppo la Vitrocisert si è fatta trovare impreparata allo start del nuovo contratto e l’INPS ha prorogato di mese in mese il rapporto con Fastweb fino a dicembre, ad un costo mensile di 550.000 euro mentre, con la nuova gestione gli oltre 40.000 apparecchi telefonici sono diventati di proprietà dell’Istituto ad un costo di circa 2.000.000 di euro e la manutenzione peserà sul bilancio dell’INPS per soli 200.000 euro annui. Sicuramente un notevole risparmio. Arriviamo a gennaio 2019 e non avendo ottenuto ulteriori proroghe Fastweb decide di chiudere le linee telefoniche attive, cominciando proprio da quelle in cui ancora non è stata fatta la migrazione verso il nuovo sistema. Le linee telefoniche dell’INPS rimangono isolate e la Vitrociset cerca di correre ai ripari accelerando l’istallazione degli apparecchi, ma i ritardi accumulati sono notevoli e il disservizio è evidente. Entro alcune settimane si prevede che tutto andrà a regime ma il danno c’è stato, tanto che l’Istituto ha dato mandato all’avvocatura di valutare la possibilità di rivalersi su Fastweb per l’interruzione del servizio e su Vitrociset per i ritardi nell’attivazione del nuovo sistema”.

 

redazione

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