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Cronaca | mercoledì 05 dicembre 2018, 15:12

Nosiglia a Grugliasco, tra poveri e welfare di comunità: "Non va dato in solidarietà ciò che è dovuto per giustizia" (FOTO)

Il sindaco Montà: “Il problema della povertà non si risolve con un bancomat perché va innanzitutto ricostruita un’alleanza sociale”

Nosiglia a Grugliasco, tra poveri e welfare di comunità: "Non va dato in solidarietà ciò che è dovuto per giustizia" (FOTO)

“Il welfare di comunità, una rete di soggetti che opera a Grugliasco nel campo della solidarietà”: questo il tema dell’incontro di ieri sera con l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia in visita pastorale e con i cittadini nello Chalet Allemand all’interno del parco culturale Le Serre di Grugliasco.

“Il problema della povertà non si risolve con un bancomat – ha detto il sindaco Roberto Montà – perché va innanzitutto ricostruita un’alleanza sociale, ad una dimensione di diritti se ne deve affiancare una di doveri per rispondere all’individualismo e all’egoismo e la comunità deve farsene carico spendendo energie anche per gli altri: dalla capacità di costruire una rete sociale dipende il futuro di tutti”. Un progetto collettivo principalmente indirizzato alle persone che vivono situazioni di povertà e vulnerabilità e che vengono accolte dalla comunità grazie alla creazione di una rete solidale; nasce per affrontare la loro fragilità in modo non frammentario e per raccogliere sguardi differenti con una lettura integrata di situazioni variegate. A muoverlo e guidarlo saranno l’assemblea degli aderenti con compiti d’indirizzo e valutazione insieme ad una cabina di regia con funzione di coordinamento della rete.

“Fra i primi passi da compiere – ha spiegato l’assessora alle Politiche sociali Elisa Martino – urge coinvolgere le parti attive della comunità quali sono le imprese, le associazioni, il commercio e la grande distribuzione; parallelamente occorre sperimentare il modello attraverso l’esperienza dell’emporio solidale”. La funzionaria comunale Roberta Candela ha presentato ed illustrato l’esperienza di costruzione della rete territoriale di solidarietà ai tanti attori sociali che operano sul territorio e che si sono confrontati per condividere e definire le linee guida del nuovo percorso per il welfare di comunità. E lo hanno fatto riflettendo e discutendo intorno a delle parole chiave: reciprocità, prossimità, inclusione, bene comune, servizio, solidarietà, accompagnamento e sensibilizzazione.

“Il principio fondamentale intorno al quale ruota tutto – ha sottolineato Nosiglia – è quello secondo il quale non si può dare in solidarietà ciò che è dovuto per giustizia, Papa Francesco ci ha recentemente ricordato che occorre superare l’assistenzialismo perché toglie dignità alla persona, non basta dare il pesce al prossimo ma bisogna anche insegnargli a pescare per aiutarlo veramente ed è un investimento che va a beneficio dell’intera comunità. Al centro di ogni welfare deve esserci il primato della persona che deve essere valorizzata spendendo del tempo per conoscerla e facendosene carico; è una partita che si gioca non solo con la politica ma facendo crescere la cultura della comunità sentendola come appartenenza. Bisogna impegnare il cuore ed è necessario rendere chiunque protagonista del proprio destino, il primo elemento d’inclusione è il lavoro che vale più di un sussidio”.

“E’ stata un’occasione preziosa di confronto – hanno concluso Montà e Martino – tra l’arcivescovo, gli amministratori, le associazioni, i volontari ed i commercianti in riferimento al welfare di comunità che si sta sviluppando nella nostra città: la sfida adesso è riuscire a tradurre le parole in azioni”.

Massimo Bondì

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