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Attualità | mercoledì 05 dicembre 2018, 13:03

Il 118 a Torino: quasi 200 mila interventi in meno di un anno, a terra o in elicottero. Sei casi su dieci per emergenze in casa (FOTO)

In tutto il Piemonte, fino a oggi, le operazioni sono state quasi 388mila. Rita Rossi: "Un lavoro in stretta sinergia con 4 centrali in tutta la regione". Roberto Vacca è il direttore dell'elisoccorso: "In 20 minuti arriviamo in tutta la regione"

Il 118 a Torino: quasi 200 mila interventi in meno di un anno, a terra o in elicottero. Sei casi su dieci per emergenze in casa (FOTO)

Un grande open space in cui gli operatori seduti alle diverse postazioni collaborano in tempo reale all'invio di soccorsi, anche a livello medico, così come si occupano del coordinamento di tutti gli elicotteri operativi sul Piemonte. 

La quiete esterna del parco immerso tra verde e vialetti è soltanto apparente, perché all'interno della sede centrale del 118 di via Sabaudia, a Grugliasco, è un continuo rincorrersi di squilli di telefono e ricetrasmittenti che portano con sé storie, molto spesso emergenze. Anche tragedie. Con l'intera partita che si gioca sul filo dei secondi.

"Un lavoro fatto in sinergia con quattro centrali operative dislocate sui territori di Torino, Alessandria, Cuneo e Novara -  racconta Rita Rossi, direttore della Centrale operativa del 118 di Torino - ma con identico metodo di azione e di soccorso, oltre a una stretta interconnessione".

I mezzi operativi in Torino sono 6 di soccorso avanzato e 23 quelli in provincia, mentre i mezzi di soccorso di base sono 7 su Torino con altri 23 sulla provincia. Sono due i mezzi di soccorso definito estemporaneo, legato al volontariato e dunque non sempre operativo, mentre  sono 88 sulla provincia.

Fino a oggi, nel 2018 sono stati quasi 388 mila gli interventi in Piemonte, di cui quasi 200 mila su Torino e provincia. Quasi il 24% è legato a eventi traumatici, mentre oltre il 15 a una criticità cardiocircolatoria.

Il 62,5% viene fatto in casa "nonostante sia un luogo che tutti noi riteniamo sicuro", commenta Rossi. Sul luogo di lavoro, invece, si verifica solo il 2% degli interventi.

Compie invece 30 anni il servizio di elisoccorso regionale, nato nel 1988. "E in questi anni c'è stata un'evoluzione - Roberto Vacca, direttore dell'elisoccorso - sia in termini tecnologici che professionalizzanti. Da tre anni, poi, voliamo anche di notte con la presenza del doppio pilota". Sono 4 in tutto i mezzi che operano in Piemonte, ma non solo. È stato un elicottero piemontese infatti a portare in salvo gli unici sopravvissuti della tragedia dell'hotel Rigopiano.

Lo scopo è fornire assistenza sanitaria ad alto livello di specializzazione portando il paziente presso la struttura più adatta alle sue necessità e condizioni. Il soccorso si integra con le ambulanze di base e medicalizzate, ma andando ad abbassare l'intervallo di tempo di attesa da parte del paziente in difficoltà, fornendogli subito una medicalizzazione già in volo. Serve inoltre a trasportare il paziente tra un ospedale e l'altro, peraltro in una condizione potenzialmente meno rischiosa rispetto ad altre soluzioni.

"Dalla chiamata di soccorso al decollo passano dai 3 ai 5 minuti - spiega Vacca -, tempi che si allungano di notte per la necessità di fare un piano di volo. C'è un elicottero per ciascuno dei 4 quadranti, in grado di coprire in 20 minuti di volo l'intera porzione di competenza e con aree di sovrapposizione così da supplire a eventuali mezzi già impegnati".

E se si tratta di un intervento su valanga, ovviamente al normale equipaggio dell'elicottero si aggiunge a bordo il nucleo cinofilo con cane. Il volo diurno va dall'alba al tramonto, mentre sul notturno inizia un'ora dopo la fine del diruno e tre ore prima il nuovo diurno, per necessità di manutenzione e controlli. Crescono i numeri dei campi di atterraggio per volo notturno. I prossimi saranno validati a Giaveno e Asti. Spesso si tratta di campi sportivi, ma non solo. "Serve la giusta illuminazione, ma anche un'area sgombra di ostacoli circostanti".

Nel 2018 le missioni sono state 2927, di cui 184 notturne. Nella stragrande maggioranza si è trattato di codici gialli e rossi. "I codici verdi ci sono, ma si tratta magari di escursionisti che pur essendosi slogato una caviglia si trova però isolato a 2000 metri", conclude Vacca.

"Negli anni il ricorso al 118 ha vissuto una crescita espone - commenta ancora Rita Rossi - e ritengo sia abbastanza omogeneo in tutte le province. Sono soprattutto chiamate per patologie in cui il fattore tempo è decisivo. C'è anche una percentuale di domande assistenzialiste e ci si dovrebbe chiedere perché non ci sono altri sistemi di assistenza. Ma noi ci facciamo vanto di essere un numero di riferimento per la gente. Sono comunque diminuite le chiamate improprie. E non arrivano quasi più richieste che non abbiano pertinenza sanitaria".

Risalendo nella "gerarchia' della gestione e delle chiamate di soccorso, il 112 raccoglie (e filtra, smistandole) quotidianamente a Grugliasco (per Torino, provincia e Valle d'Aosta) 2700 telefonate, con picchi di 3500. Mentre a Saluzzo (per il resto del Piemonte) si oscilla tra le 2000-2500 chiamate ogni giorno.

Dalle 7 alle 12 lavorano 9 operatori, che dalle 12 alle 20 salgono a dieci, quindi dalle 20 alle 23 tornano a 9, per poi scendere a 4 nella notte, dalle 23 alle 7. Mentre venerdì e nel weekend, oltre che nei festivi, si sale a 5. 

L'organico su Torino è di 40 persone, poche unità di meno a Saluzzo. Su Torino mancano almeno 6 operatori per difficoltà di procedure di assunzione.

"Siamo in una società sempre più complessa e non è facile per un infermiere fare al telefono le domande che è tenuto a fare per calibrare la migliore risposta e chi chiama è tenuto a rispondere, perché non abbiamo un rapporto di un'ambulanza per ogni cittadino", conclude Rossi.

Massimiliano Sciullo

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