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Cronaca | giovedì 22 novembre 2018, 15:36

“Danzare è un'arte che va offerta donandosi al pubblico e quando insegno imparo” (FOTO)

Denise Zucca è direttrice artistica del “Centro studio danza” di Grugliasco e ideatrice dello spettacolo che andrà in scena nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

“Danzare è un'arte che va offerta donandosi al pubblico e quando insegno imparo” (FOTO)

Ma bouche dans les bras” è lo spettacolo di danza contemporanea ideato e creato dalla direttrice artistica del “Centro studio danza” Denise Zucca per il comitato “Se non ora, quando?” di Grugliasco, realizzato in collaborazione col “Centro Donna” e col sostegno del Comune e della Compagnia di San Paolo. Andrà in scena il 25 novembre al teatro Le Serre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne chiudendo una settimana all’insegna delle vetrine rosse.

Qual è la genesi di questo progetto coreografico?
“E’ un corto danzato che nasce con l’obiettivo di raccontare il ruolo della donna nella società, uno strumento di comunicazione che utilizza il gesto e il movimento per coinvolgere sia il mondo dei ragazzi che quello degli adulti. Cercando di raccontare il perché di una sedia vuota, di una rosa e di una scarpetta rossa attraverso una metamorfosi da bambina ad adulta e viceversa, come un cerchio che si chiude. La storia delle donne è spesso la ricerca della strada per uscire dall’angolo cercando di fugare il buio, ed è una storia che può capitare o è già capitata ad ognuna di noi”.

Ci sono diversi modi per ricordare le tante donne vittime di violenza, perché questa scelta?
“Perché mi sembrava il modo migliore per cercare di cambiare la cultura dell’omertà, della paura, del silenzio e per sensibilizzare le persone che abbiamo attorno. Per questo, come cofondatrice del comitato “Se non ora, quando?”, m’impegno tutti i giorni ad organizzare occasioni di riflessione e nel mio lavoro cerco di trasmettere il messaggio attraverso l’arte affinché sia la danza a parlarci”.

Come si può raccontare il ruolo della donna nella nostra società?
“Ci sono soluzioni didascaliche che ne esaltano la funzione nello schema preconfezionato di madre, moglie, figlia e lavoratrice. Ma c’è anche una strada intima e profonda che affonda lo sguardo oltre la superficie, proprio come se l’occhio attraversasse uno specchio per discernere le vere tracce di una vita dai semplici riflessi dell’apparenza. E’ quanto emerge dal mio filtro ed è quanto compare nel corto danzato che racconta di madri e figlie, donne in erba, donne che accompagnano, creano, soccombono, donne che amano e si amano”.

Nel sito della scuola compare una citazione di Confucio: “La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta”. Perché?
“Il viaggio attraverso la psiche umana è ad un bivio, tra la profondità dell’essere e la realtà artificiale e virtuale. E la donna contemporanea cerca di reagire e trovare una via d’uscita di fronte agli ostacoli progressivi nei quali s’imbatte continuamente durante tutta la metamorfosi da bambina ad adulta. Quando si è a terra si può scegliere tra la rassegnazione e la reazione”.

Cos’è la danza per lei?
"E’ un’arte che va vissuta con passione e determinazione ballando sia col corpo che con l’anima evitando la semplice esecuzione ed è quello che cerco d’insegnare. Emozionarsi per emozionare è ciò che deve legare intimamente danza e pubblico, esprimersi ballando per trasmettere una sensazione, un messaggio e per raccontarsi: desidero che ogni allievo sia consapevole delle proprie capacità e che ciò lo porti ad impegnarsi quotidianamente con gioia. Ciò che ho appreso in tanti anni è che l’insegnamento racchiude in sé una costante autocritica e che la soddisfazione sta nel sapersi donare con umiltà tenendo sempre presente che nulla insegna più dell’insegnare stesso”.

A 6 anni Denise Zucca comincia a frequentare corsi di danza classica e moderna, a 10 entra nella scuola internazionale “Hélène Serie” di Torino dove supera l’esame di sbarramento per i corsi accademici, a 13 e fino al 2003 frequenta corsi di formazione professionale di danza classica. Il regista teatrale della stagione lirica vercellese Guido Zamara la chiama come prima ballerina e assistente coreografa nelle messe in scena di Nabucco, Turandot e Ballo in maschera; nel 2008 debutta come coreografa e regista al teatro Perempruner di Grugliasco con lo spettacolo “Quale IO qui ora”. L’anno successivo viene fondata la compagnia “Accademia teatro danza” di Vercelli della quale è prima ballerina e coreografa. Nel 2010 inaugura a Grugliasco il “Centro studio danza” assumendone la direzione artistica. L’anno scorso è stata la coreografa dello show di Cirko Vertigo durante la celebrazione del 100° anniversario del Giro d’Italia.

Massimo Bondì

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