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Eventi | 20 novembre 2018, 11:47

Scambi in luce, da sei anni la speranza e il riscatto passano attraverso le sbarre (FOTO e VIDEO)

Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento con le lampade realizzate dai detenuti delle carceri torinesi e piemontesi grazie all'associazione La Brezza di Collegno. Magliano: "Sono le nostre luci d'artista"

Scambi in luce, da sei anni la speranza e il riscatto passano attraverso le sbarre (FOTO e VIDEO)

"Più un muro è alto, più fa ombra. Più un muro è alto e meno luce arriva". Così ha scritto Mirko, uno dei detenuti che ha preso parte ai laboratori realizzati in carcere nel progetto Scambi in luce, tramite i volontari dell'associazione La Brezza.

Da sei anni, infatti, nonostante i muri alti, una luce passa attraverso le sbarre e si spande in città. Una luce, tante luci, che da un luogo di dolore e sofferenza come le carceri aiutano la popolazione detenuta a riallacciare un contatto con il "mondo fuori".

Il testimone che porta il messaggio da dentro a fuori la cella è una lampada, realizzata con materiale povero, che i detenuti decorano e rendono uniche con varie tecniche artistiche. Le lampade realizzare presso il Lorusso e Cutugno, il Ferrante Aporti, ma anche presso altri istituti di pena piemontesi, come il Cantiello e Gaeta di Alessandria.

"Da sei anni, i volontari de la Brezza aiuta a tirare fuori dalle persone in carcere doti e talenti che forse nemmeno sapevano di avere. Ogni lampada porta con sé la storia di un detenuto e di un volontario. E mi piace pensare che sia forma e sostanza a quello che altrimenti sarebbe solo un sentimento", dice Silvio Magliano, presidente del Centro Servizi per il Volontariato Vol.To. "Mi piace pensare che siano le nostre luci d'artista".

"Siamo un'associazione di ascolto e lo facciamo anche attraverso l'espressione della loro creatività - spiega la presidente, Lucia Sartoris - e ai nostri volontari si sono uniti anche alcuni professionisti, per darci una mano". "Il nostro è un continuo interagire con la società esterna, così come i Comuni, a Torino come a Collegno, dove abbiamo la nostra sede operativa".

"Fin da subito abbiamo cercato di creare un legame tra chi sta dentro il carcere e chi sta fuori - aggiunge la vicepresidente dell'associazione, Chanel Iyamu - e creiamo bellezza da un luogo che bello non è, cercando di tirare fuori il talento dei detenuti e la loro creatività".

E se fin dal primo anno si è partiti con la distribuzione delle lampade nei negozi di Torino, con gli anni le loro presenze si sono diversificate e moltiplicate. Quest'anno il coinvolgimento è stato allargato alle Case di quartiere. 

Ma il calendario di appuntamenti è molto più fitto: dall'esposizione delle lampade presso la Biblioteca civica di Torino (dal 3 dicembre) allo spettacolo di coro gospel presso il Lorusso e Cutugno del 13 dicembre. E ancora le mostre fotografiche (al Ferrante Aporti e alla Sala delle Arti), l'esposizione dell'albero di Natale fatto dalle lampade e collocato presso l'Istituto Bodoni Paravia (15 dicembre) e la conclusione del progetto Il senso dei Sensi presso il carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria (30 novembre).

Massimiliano Sciullo

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