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Attualità | venerdì 16 novembre 2018, 14:50

I ritratti della Grande Guerra nei diari di cinque grugliaschesi (FOTO e VIDEO)

Presentato in sala consiliare il libro di Beppe Baricada e Ulderico Cremonesi: “Nasce in modo casuale trovando i loro diari, i veri autori sono loro"

I ritratti della Grande Guerra nei diari di cinque grugliaschesi (FOTO e VIDEO)

Ieri sera nella sala consiliare di Grugliasco è passata al vaglio la memoria storica del nostro Paese. La presentazione del libro “Ritratti in guerra” è stata infatti l’occasione per ricordare i cento anni trascorsi dal termine della Prima Guerra Mondiale attraverso le vicende e gli occhi di cinque grugliaschesi nella bufera bellica elaborate da Beppe Baricada e Ulderico Cremonesi; pagine stampate dalla Legatoria Monti.

Un testo che raccoglie i diari scritti dal pittore Nicola Arduino, da Giacinto Secco, Prospero Giuliani e Cesare Borgogno della scuola media “La Salle”, e dalla suora Vittoria Scolastica Bronzino: insieme ci raccontano “uno spaccato della guerra dove la vita vuole affermarsi nonostante il dramma della morte sia incombente in mezzo al fuoco degli assalti, alle urla dei feriti, ai corpi inerti dei caduti” come evidenzia lo storico Gianni Oliva nella prefazione del libro.

“Nasce in modo casuale – hanno spiegato i due autori – trovando dapprima il diario di Giacinto Secco e di seguito gli altri, i veri autori sono loro cinque. Arduino era un soldato disegnatore, dipingeva le postazioni nemiche. Abbiamo anche scoperto da quanto amore ed umanità erano mosse le suore nel fare le crocerossine”.

Durante la serata, moderata dal giornalista Patrizio Romano, hanno trovato spazio anche il coro “La fonte” di Grugliasco diretto dal maestro Gianni Padovan che ha eseguito canzoni della Grande Guerra ed il gruppo teatrale “I viandanti” della Cojtà Gruliascheisa che, insieme ai ragazzi della scuola “La Salle”, hanno letto alcune delle pagine più significative del libro.

“Va sottolineata l’importanza delle scuole – ha detto l'assessora alla Cultura Emanuela Guarino – e della trasmissione della memoria, non solo orale; ho la sensazione che non scrivessero solo per se stessi. E i due autori sono riusciti a cogliere questo spirito e a comporre i diari come tessere di un puzzle”.

“Ciò che mi è balzato agli occhi leggendo questo libro – ha aggiunto il sindaco Roberto Montà – è la sua sbalorditiva contemporaneità che emerge in tre elementi: il primo è la dimensione ‘glocal’ perché parte dalle radici della nostra comunità; il secondo è che questi diari sono come i post e i tweet di quel tempo, racconti del loro vissuto e dei loro stati d’animo; il terzo è la dimensione della guerra e della violenza nel quotidiano”.

Massimo Bondì

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