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Economia e lavoro | mercoledì 10 ottobre 2018, 17:18

Ancora tre giorni di stop a Mirafiori: Fiom auspica azioni comuni con Fim e Uilm e "chiama" le istituzioni

Bellono: "Ora che tutte le sigle concordano sulla situazione del Polo torinese, speriamo di condividere un percorso in tempi brevi. Ma perché Governo e istituzioni locali non chiedono lumi su 8 stabilimenti che danno lavoro a 3200 persone?"

Ancora tre giorni di stop a Mirafiori: Fiom auspica azioni comuni con Fim e Uilm e "chiama" le istituzioni

Ancora tre giorni di stop, all'orizzonte, per la Carrozzeria di Mirafiori. Sono quelli del 15, 16 e 17 ottobre, che vedranno circa 2500 lavoratori abbandonare le loro normali mansioni per seguire alcune attività di formazione professionale.

Uno stop che, però, arriva a pochi giorni dall'allarme che i sindacati, questa volta per voce di Fim-Cisl, hanno rilanciato sul futuro, ma soprattutto sul presente degli stabilimenti torinesi di FCA. E in materia è tornata a farsi sentire anche Fiom-Cgil, da sempre tra le voci più critiche. "Continua l'alternanza tra corsi, ferie e (poca) produzione alla Carrozzeria di Mirafiori, dove i volumi in calo del SUV Maserati Levante si accompagnano all'esaurimento degli ammortizzatori sociali", dice Federico Bellono, segretario provinciale del sindacato metalmeccanico di Cgil, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato. 

"È utile ricordare che nelle ultime tre settimane la produzione si è fermata per otto giorni lavorativi su quindici, e con quest'ultima comunicazione saranno ben 11 su 20 - prosegue Bellono, che apre alle altre sigle confederali, da sempre su posizioni distinte rispetto a Fiom -. Tutti i sindacati, finalmente, concordano nel'esprimere una forte preoccupazione sulla situazione degli stabilimenti torinesi di Fca, in particolare il "presunto" polo del lusso di Mirafiori e Grugliasco, dove proseguono i contratti di solidarietà. Speriamo anche di poter condividere in tempi brevi iniziative comuni". 

Ma oltre agli altri sindacati, Fiom-Cgil è nell'azienda che cerca un interlocutore. "L'azienda, cioè il nuovo management e la nuova proprietà, cosa aspettano a comunicare le loro intenzioni? Governo ed istituzioni locali, invece, pensano di continuare a rimanere alla finestra? È solo un problema dei lavoratori il fatto che non essendo ad oggi partiti nuovi investimenti, il 2019 si prospetta ancor più complicato del 2018? Siamo di fronte ad un "riserbo" inspiegabile, come sulla vendita di Magneti Marelli: qualcuno, oltre ai sindacati, ha chiesto lumi sul futuro degli 8 stabilimenti torinesi che danno lavoro a 3200 persone?".

Massimiliano Sciullo

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