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Cronaca | domenica 07 ottobre 2018, 16:09

Rinasce il teatro Perempruner di Grugliasco grazie a 350.000 euro e all’impegno di tutti

Il sindaco Montà: “Una giornata importante che segna un tratto di storia, ma è solo la prima tessera di un mosaico che va componendosi”

Rinasce il teatro Perempruner di Grugliasco grazie a 350.000 euro e all’impegno di tutti

Taglio del nastro e targa scoperta: dopo tre anni di chiusura riaprono i battenti del teatro Perempruner di Grugliasco, inaugurato dal sindaco Roberto Montà, dall’assessora comunale alla Cultura Emanuela Guarino e da quella regionale Antonella Parigi.

Il Perempruner è stato oggetto di un intervento di ristrutturazione e adeguamento per un investimento di 310.000 euro e di 45.500 per gli allestimenti scenici. L’obiettivo è stato quello di realizzare un restauro conservativo asportando i decori a stucco sovrapposti alla struttura originale interna della sala, di adeguare tecnologicamente i locali e permettere un uso polivalente della sala. Per consentire le attività circensi è stata realizzata una pavimentazione in legno sia della sala stessa che del palcoscenico. Un prefabbricato ligneo servirà a depositare le sedie quando non vengono utilizzate per gli spettacoli, ed è stato anche creato un divisorio con porta per la separazione tra sala e foyer in modo tale da favorire l’uso polifunzionale congiunto dei due ambienti. E’ stata rinnovata la controsoffittatura acustica e un impianto di ventilazione integrerà il calore nei periodi di freddo eccezionale.

“Una giornata importante – ha detto Montà – che segna un tratto di storia, ma è solo la prima tessera di un mosaico che va componendosi ridisegnando il centro culturale di Grugliasco e diventandone il salotto, raccogliamo i frutti di semi gettati da altri 20 anni fa: è l’inizio di un cammino che è parte di un progetto molto più ampio”. “Questo è un luogo storico per la cultura grugliaschese – ha aggiunto Guarino – verso la quale l’intera comunità deve sentirsi responsabile e con cui comincia un percorso del quale tutti devono farsi carico”. “E’ un segno di civiltà di cui essere orgogliosi – ha spiegato Parigi – ed è un passo per ritrovarci come cittadini e recuperare il senso di appartenenza ad una collettività. Il Cirko Vertigo ha reso Grugliasco parte di un polo culturale importante che mi piacerebbe entrasse in competizione col teatro Stabile di Torino”.

A seguire ci sono state performance a cura del Cirko Vertigo, dell’associazione “Musica insieme”, del centro studio danza “Denise Zucca”, dell’Istituto per i beni marionettistici e della compagnia teatrale “Viartisti”. E’ stata anche la giornata d’apertura della rassegna “Sul filo del” giunta alla seconda edizione, finanziata dalla Compagnia di San Paolo e dal Ministero. Nel foyer c’erano in mostra un video di fotografie (1971-1973) risalenti a prima della ristrutturazione della ex cappella dei Fratelli Maristi a cura di Lorenzo Mascherpa e una mostra di manifesti originali delle attività culturali organizzate e gestite dalla cooperativa teatrale “Gruppo teatro idea” (1978-1981).

“Siamo in controtendenza – ha concluso il direttore di Cirko Vertigo Paolo Stratta – rispetto all’attuale panorama culturale del nostro territorio, e non solo. In piena crisi, quando tanti luoghi di spettacolo sono costretti a chiudere i battenti, noi siamo riusciti a far rinascere un simbolo importantissimo per tutti i grugliaschesi” che entra a pieno titolo nel nuovo, ricchissimo cartellone di appuntamenti dal 13 ottobre 2018 al 13 aprile 2019.

Sarebbe contento oggi Giancarlo Perempruner, morto 23 anni fa stroncato da una forma leucemica a 55 anni. Lavorò per vent’anni all’Olivetti, poi seguì l’istinto cominciando coi giocattoli “poveri” raccogliendo e ricostruendo giochi in uso fino agli anni ’40 e ’50. Non riusciva a fare nulla senza andare controcorrente, cercava sempre il lato nascosto delle cose e realizzò una raccolta di oltre 4.000 pezzi, oggetti ludici tradizionali realizzati con materiali di scarto e naturali, oggi conservata in parte a Torino ed in parte a Grugliasco. Animali e soldatini costruiti con le castagne d’India, archi e frecce con le stecche degli ombrelli, carrettini da strada di legno con cuscinetti a sfere. Negli ultimi anni giunse al confine fra arte e artigianato con alcune mostre allestite con oggetti ed assemblaggi surreali realizzati con materiali di recupero quali cassette per la frutta, vecchi laterizi, chiodi e zucche.

Massimo Bondì

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