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Cronaca | 16 settembre 2018, 15:57

Alpignano, passi avanti per il futuro del Ponte Nuovo

Dalla Città Metropolitana arrivano i dettagli sugli interventi fatti e su quelli in programma

Alpignano, passi avanti per il futuro del Ponte Nuovo

Dopo la tragedia avvenuta a Genova con il crollo del cavalcavia sulla A10, la questione sicurezza sulle infrastrutture ha smosso cittadini e pubblica amministrazione interrogandosi sui manufatti delle città in cui viviamo. Ad Alpignano, il primo ad essere stato preso di mira, è il Ponte Nuovo sul fiume Dora. Il gruppo di minoranza di Articolo Uno Mdp ad agosto aveva chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale. La replica dal Comune era stata immediata: il sindaco Andrea Oliva aveva preso carta penna ed aveva scritto al direttore dei lavori pubblici della Città Metropolitana di Torino, ente che ha in gestione la manutenzione del ponte. Qualche giorno fa da Città Metropolitana è giunta comunicazione con tutti i dettagli degli interventi di manutenzione al ponte nuovo ed anche i futuri lavori necessari. In dettaglio si specifica che nel 2003 è stata fatta una schedatura di primo livello per definire lo stato delle strutture analizzate ed un eventuale percentuale del danno apparente. “Il ponte in oggetto presentava, in relazione alle condizioni di degrado degli archi in cemento armato, una moderata percentuale di armature scoperte, nel complesso non di particolare rilievo”. Poi nell’ottobre 2008 gli Uffici Tecnici della Provincia di Torino (ora Città Metropolitana di Torino), in sinergia con il Politecnico di Torino, hanno riesaminato le opere di maggiore rilievo tra cui il Ponte di Alpignano, acquisendo utili informazioni sullo stato delle strutture, promuovendo un approfondimento delle indagini conoscitive per la valutazione dell’entità della corrosione e la stima delle sezioni residue delle armature, al fine di valutare gli interventi di ripristino delle stesse armature e del calcestruzzo degradato sugli archi e su alcuni pilastri. Ed infine nel giugno 2012 sono stati eseguiti carotaggi e prove a compressione cls, indagini ultrasoniche, misure potenziale di corrosione delle armature in cemento armato e verifiche sulle sezioni d’alveo per monitorare un eventuale scalzamento delle fondazioni o modifica dell’andamento del corso d’acqua. Tutte queste attività hanno consentito di acquisire utili informazioni sullo stato attuale della struttura definendo una scala di priorità di intervento. “I risultati – scrivono dall’ufficio lavori pubblici della Città Metropolitana - hanno positivamente evidenziato la qualità dei calcestruzzi impiegati nella costruzione, così che il loro ripristino dovrebbe risultare abbastanza agevole, salvo il problema logistico di opere provvisionali e ponteggi, e dare degli ottimi risultati considerato infine che i pilastri e i collegamenti orizzontali nei viadotti e sull’arcata centrale hanno complessivamente degradi di limitata estensione”.

Tra il 2013 e il 2016 sono stati eseguiti interventi di manutenzione ordinaria; in base alle indagini e rilievi effettuati risulta fondamentale intervenire nel rinforzo dell’impalcato del ponte, nel risanamento superficiale delle parti di armatura scoperta e nella protezione totale dell’opera dalle acque meteoriche.

Entro la fine dell’anno 2018 è prevista una ulteriore campagna cognitiva sul manufatto rilevando la risposta dinamica della struttura mediante la misura delle vibrazioni indotte dal traffico e l’identificazione dinamica finalizzata a valutare il comportamento globale della struttura.

Paolo Giordanino

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