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Cronaca | mercoledì 12 settembre 2018, 13:44

Chiusura domenicale dei negozi, Montà: "Restituire un po' di regole, ma siano i Comuni a pianificare"

La polemica impazza anche a Grugliasco. Il sindaco: "Si deve garantire l’offerta coordinando tra loro gli operatori e le rappresentanze del commercio”

Chiusura domenicale dei negozi, Montà: "Restituire un po' di regole, ma siano i Comuni a pianificare"

Impazza ormai nel Paese e giunge anche a Grugliasco la polemica seguita all’annuncio del ministro Di Maio di una legge entro l’anno mirata a limitare le aperture dei negozi nei giorni festivi con un meccanismo di turnazione.

Stamattina il sindaco Roberto Montà, in un post su facebook, ha scritto: “In questi giorni si discute molto della chiusura domenicale dei negozi e personalmente sono favorevole a restituire un po’ di regole consentendo ai Comuni di pianificare le aperture e quindi di garantire l’offerta coordinandosi tra loro e con le rappresentanze del commercio. Come al solito però scattano le tifoserie, c’è chi si schiera a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie e chi contro paragonando molte professioni che obbligano al lavoro nei giorni festivi e facendo i conti con la riduzione dell’occupazione. Il tema è più complesso e andrebbe coordinato con provvedimenti seri ed incentivi in favore del commercio locale, stretto nella morsa tra desertificazione ed affitti esorbitanti”.

Tra spinte antimoderniste e fobie anticonsumistiche spunta l’esaltazione del “piccolo” commerciante contro la grande distribuzione e lo scontro politico è destinato ad acuirsi da domani in poi quando la commissione Affari costituzionali della Camera inizierà a discutere le diverse proposte di legge in campo.

“Dobbiamo però essere tutti onesti con noi stessi – ha ancora scritto Montà – che siamo in primis consumatori: se non teniamo conto degli effetti dell’e-commerce, comodo e spesso meno oneroso, sulla qualità delle nostre città, delle vite di molti lavoratori e sul futuro che ci attende, continueremo ad urlare come allo stadio; ma di fatto siamo complici di un modello che fa dei centri storici e delle gallerie dei centri commerciali le vetrine di Amazon e Ali Baba di turno. Il problema è che dopo un po’ le vetrine abbassano le serrande se non ci entra nessuno e noi possiamo abbaiare alla luna cercando in ritardo altri colpevoli e magari soluzioni”.

Va peraltro detto che l’attenzione sul tema non è affatto un’esclusiva di questo Governo nel cui contratto la misura in questione non compare. Infatti negli ultimi anni tutti i partiti, pur con differenti sensibilità ed intenzioni, si sono posti il problema di come arginare gli effetti della liberalizzazione avviata con l’abolizione delle licenze di Bersani nel 1999 ed approdata alla deregolamentazione totale degli orari di Monti nel 2011.

Massimo Bondì

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