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| domenica 12 agosto 2018, 12:22

Toninelli: "L'ok del Cipe sulla Torino-Lione non può influire sulla decisione del Governo"

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture attacca: "Il testo di aprile era stato messo a punto da un esecutivo a fine mandato, che avrebbe dovuto solo limitarsi al disbrigo degli affari correnti". Napoli-Ruffino (FI): "Parole di intimidazione mafiosa"

Toninelli: "L'ok del Cipe sulla Torino-Lione non può influire sulla decisione del Governo"

Prosegue il botta e risposta sul fronte politico a proposito del destino della Tav. E la parole del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli sono pesanti come pietre: "L'ok del Cipe non può influire sulla decisione finale del Governo".

Con un post su Facebook, l'esponente del M5S è tornato sulle novità emerse ieri, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del documento del Cipe: "E' stato dato il via libera a una serie di modifiche della cosiddetta 'delibera 30' sulla Torino-Lione. Il testo è di fine aprile ed è stato messo a punto dal governo precedente, nonostante la batosta elettorale appena presa che lo obbligava ad agire solo per gli affari correnti, cioè per quasi nulla. Invece si è comportato come una sanguisuga sulla carne viva del popolo italiano".

Il ministro Toninelli non si è fermato qui, rincarando la dose. "Ma state tranquilli, non è nulla che possa influire in modo decisivo sulla analisi costi-benefici che finalmente stiamo conducendo in maniera serie e obiettiva. Teniamo gli occhi aperti sul cantiere e, come detto, considereremo quale atto ostile ogni decisione che faccia avanzare il Tav prima che arrivi una scelta politica da parte del governo".

E a chi attacca lui e il Movimento Cinque Stelle di essere partito del no, conclude scrivendo: "Siamo per le grandi opere utili. Ma soprattutto pensiamo che i soldi dei cittadini vadano spesi al meglio". Parole che non sono serviti a placare l'ira di Daniela Ruffino e Osvaldo Napoli, deputati di Forza Italia, che hanno attaccato duramente Toninelli: "Un ministro della Repubblica considera “atto ostile” qualsiasi iniziativa verrà presa sulla Tav, sia pure in ossequio alla delibera del Cipe su un documento del governo. Le parole del ministro delle Infrastrutture hanno il sapore e il significato di un’intimidazione mafiosa all’indirizzo del Commissario di governo, Paolo Foietta, e dei vertici della società della Tav".

"Siamo in presenza di una situazione mai prima sperimentata in Italia, cioè in un Paese democratico in cui ci sono leggi, regole e ordinamenti che disciplinano i rapporti fra le istituzioni. Toninelli, con le sue affermazioni, travalica ampiamente i poteri riconosciuti al suo ufficio e apre una questione seria e grave sui limiti di esercizio del potere ministeriale", prosegue la nota dei due esponenti di FI.

"Il sodale politico di Toninelli, cioè il vice premier Luigi Di Maio, non dovrebbe sorprendersi se il Commissario del governo Foietta deciderà di chiedere udienza al presidente della Repubblica - concludono Ruffino e Napoli - visto che nel governo non solo non trova interlocuzione, ma addirittura riceve minacce".

Massimo De Marzi

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