/ 

Che tempo fa

Cerca nel web

| venerdì 18 maggio 2018, 17:20

Da Pavarotti al Jazz Club e un “sogno che si realizza”: stasera il tributo di Andrea Carè a Frank Sinatra

Il tenore, tra i protagonisti della lirica nazionale e internazionale, sarà accompagnato dalla JCT Big Band

La vita del tenore Andrea Carè è l’emblema di come una serie di incontri fortunati, unita a un ineccepibile talento, possa delineare e determinare la carriera di un artista. Artista che si annovera tra le eccellenze della lirica, nazionale e internazionale, e che questa sera si esibirà al Jazz Club Torino in un tributo al crooner Frank Sinatra, accompagnato dalla resident orchestra, la JCT Big Band, guidata dal sassofonista Valerio Signetto.

Il canto è stato la mia passione fin da bambino”, racconta Carè. “Intorno ai 14 anni, ho iniziato, quindi, a frequentare i locali che organizzavano serate di karaoke: in questa occasione, ho conosciuto una coppia di artisti che faceva piano bar e mi ha proposto di affiancarla nei suoi eventi, finché, a 16 anni, mi sono messo in proprio, ho acquistato la strumentazione e, da autodidatta e con molta passione, ho cominciato con le mie esibizioni”.

Come è avvenuto, dunque, l’incontro con la lirica? “A 19 anni – spiega il tenore – ho ascoltato un disco di Andrea Bocelli: un album di arie d’opera che ho apprezzato tantissimo. La mia vicina di casa, però, esperta del genere, sentendomi cantare questi brani mi ha consigliato di studiare canto lirico, facendomi appassionare all’opera. Così, a 20 anni, sono entrato al Conservatorio di Torino e ho iniziato il mio percorso di studi”.

Dopo tre anni, Andrea Carè ha partecipato al concorso internazionale di Spoleto – il più importante d’Italia, pensato per le giovani voci – vincendolo nel 2005. Di qui, il soprano bulgaro Raina Kabaivanska – tra i nomi più celebri del panorama lirico mondiale –, membro della giuria, “mi ha proposto, l’anno successivo – continua Carè –, di seguirmi gratuitamente: è stata fantastica e mi ha appoggiato e supportato moltissimo, attraverso borse di studio, lezioni e aiuti pratici”.

Ed è stata proprio la Kabaivanska ad aver introdotto il nostro tenore al leggendario Luciano Pavarotti, che “mi ha seguito anch’egli a titolo gratuito e dal quale sono andato a lezione tutti i pomeriggi, da gennaio a giugno 2007, segnando una fase fondamentale della mia esperienza, lavorativa e personale”.

Fase che ha dato avvio a una carriera costellata di innumerevoli successi e palchi noti, nazionali e internazionali – tra i quali, La Traviata di Verdi al Seyong Center di Seoul, la Carmen di Bizet alle Terme di Caracalla, il Nabucco di Verdi, con Placido Domingo, alla Royal Opera House di Londra – rendendolo uno dei maggiori interpreti italiani del genere.

Tuttavia, il tributo a Frank Sinatra è un “sogno nel cassetto” che Andrea Carè conserva fin dalla giovane età. Infatti, “quando facevo musica pop, mi sono appassionato al jazz: il tutto, però, è coinciso con l’inizio del Conservatorio, per cui ho abbandonato il jazz stesso con l’idea che un giorno sarei riuscito a realizzare un Frank Sinatra tribute”.

Un desiderio rimasto sopito finché non “ne ho parlato con mia moglie, sassofonista della JCT Big Band”, dando finalmente forma a uno spettacolo unico nel suo genere, arricchito di ricordi passati, che questa sera delizierà il pubblico del Jazz Club a partire dalle ore 21.30.

Roberta Scalise

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore