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Economia e lavoro | lunedì 14 maggio 2018, 09:00

Opes: “Una riforma del Terzo Settore necessaria, ma non ancora sufficiente”

L’Organizzazione per l’Educazione allo Sport chiede tempo ed un processo di partecipazione vero e strutturato

Opes: “Una riforma del Terzo Settore necessaria, ma non ancora sufficiente”

Il termine “rivoluzione” potrebbe risultare troppo forte per definire il peso specifico portato dalla legge 106 del 2016. Le parole che più di tutte fotografano la riforma del Terzo Settore sono “profondo cambiamento”. Ma, come rivelato dal panel dell’ISNET, non tutte le realtà che rientrano in questo particolare mondo si sono adeguatamente informate o aggiornate sul processo di riforma. La stragrande maggioranza degli enti interessati dichiara che la materia è complessa ed assume un atteggiamento attendista. In molti non riescono a comprendere quali potrebbero essere gli effetti di questo mutamento sulla propria realtà. Di tutt’altro avviso è la direzione intrapresa dall’O.P.E.S. (Organizzazione Per l’Educazione allo Sport). L’Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI, a differenza di altri, non naviga a vista e, parallelamente all’avvio della riforma, ha iniziato un cammino di adattamento e di trasformazione, seguendo le indicazioni dettate dagli articoli della legge. La realtà guidata dal Presidente Marco Perissa e dal Segretario Generale Juri Morico ha una visione lungimirante e grazie alla programmazione, e non all’immaginazione, si muove con disinvoltura nelle acque della riforma, che per altri sono agitate mentre per loro risultano chete. “Ci sentiamo a nostro agio con il testo che trasforma il Terzo Settore – ammette il Presidente Marco Perissa -. Del resto, abbiamo iniziato la ristrutturazione di O.P.E.S. ancor prima che questo processo partisse. Consideriamo la riforma giusta, ma incompleta perché c’è stato uno scarso coinvolgimento dell’associazionismo di base e per il fatto che ci sono degli ambiti interi che la riforma non tratta”. Il Segretario Generale Juri Morico, entrando nel dettaglio del concetto, specifica: “A proposito di ambiti ancora non esplorati dalla riforma c’è sicuramente la formazione. Il no-profit non è improvvisazione. Per raggiungere certi risultati ci vuole una programmazione e una formazione manageriale. Solo così si raggiungono traguardi importanti in maniera efficace ed efficiente”. Il Presidente Perissa chiude aggiungendo: “ci teniamo a dire che non c’è bisogno di accelerare i tempi per attuare un simile cambiamento. È necessario che tutti gli attori possano metabolizzare la riforma. Auspichiamo per questo motivo la convocazione degli Stati Generali del Terzo Settore per un’analisi del lavoro svolto, un confronto aperto sul percorso ancora da affrontare”.

O.P.E.S. è un Ente di Terzo Settore che, in collaborazione con Istituzioni ed altri Enti Pubblici e Privati, promuove ed organizza senza scopi di lucro iniziative sportive, culturali, di promozione sociale, di volontariato, formative e ricreative a carattere locale, nazionale ed internazionale. Negli ultimi anni, grazie ad un’attenta attività capillare e alla costruzione di sinergie e di rapporti forti con i territori, i suoi numeri sono aumentati esponenzialmente. Il 2017 si è chiuso con questo bilancio: 600 mila tesserati, 7 mila associazioni sportive iscritte al Registro del CONI, 1000 associazioni di promozione culturale e sociale, 104 comitati provinciali, 20 comitati regionali e 10 sedi estere. Ma la realtà nata nel 1980 va oltre la logica delle tessere e delle affiliazioni. Sebbene lo sport sia la stella polare di O.P.E.S., è pur vero che nella costellazione ci sono tante stelle luminose che brillano di una luce intensa. Lavoro, formazione ed internazionalizzazione, infatti, sono altri astri del cielo dell’ente che è iscritto nel Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale. Inoltre, si propone di incentivare e facilitare l’accesso ai fondi europei, di gestire e coordinare progetti di ricerca, formazione e Servizio Civile, di sostenere l’imprenditoria e lo sviluppo economico e sociale e, infine, di fornire un valido supporto nella gestione dei rapporti con l’Unione Europea e con gli organi internazionali.

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