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Scuola e formazione | sabato 12 maggio 2018, 14:36

Alpignano, rientrati da Cinisi i ragazzi della media Tallone sulle orme di Peppino Impastato

Gli studenti hanno potuto visitare i luoghi dove ha vissuto il giornalista ucciso per mano della mafia 40 anni fa

Sono rientrati gli otto studenti della scuola media Tallone di Alpignano in visita a Cinisi. Un viaggio organizzato per far conoscere ai ragazzi i luoghi in cui visse Peppino Impastato prima di essere assassinato dalla mafia.

“È stata un'esperienza unica - raccontano le docenti - tante emozioni da far accapponare la pelle. Abbiamo incontrato Don Ciotti, di Libera, e i compagni di Peppino Impastato. Ognuno ci ha raccontato la sua testimonianza”. Insieme a loro si sono recati in Sicilia anche alcuni amministratori come Maria Luigia d’Abbene, assessore all’istruzione e Roberto Voerzio consigliere di minoranza. E poi alcuni soci dell’Associazione Calabresi di Alpignano e Caselette promotrice dell’articolato progetto educativo che è culminato nel viaggio d’istruzione. È stato un percorso lungo ed arricchente, che è iniziato con l’intitolazione del foyer del Movicentro a marzo 2017, alla presenza del fratello Giovanni, che in quell’occasione ha anche incontrato i ragazzi delle scuole di Alpignano e Caselette.

Quella non fu che la prima tappa di un progetto ricco ed articolato, che ha compreso un ritorno ad Alpignano tra novembre e dicembre 2017 di Giovanni Impastato, che proprio nel Movicentro di Alpignano ha presentato il suo libro “Oltre i Cento Passi” e ha incontrato nuovamente le scuole. Le scuole, parallelamente, sono state invitate a lavorare e a riflettere sulla figura di Peppino Impastato durante la rinata ora di educazione civica, reintrodotta quest’anno e che ha subito adottato il progetto. Pasquale Lo Tufo, presidente dell’Associazione Calabresi commenta così la sua esperienza a Cinisi: “Dopo un’esperienza bellissima si è concluso a Cinisi il progetto sulla legalità che la nostra associazione ha dedicato quest’anno a Peppino Impastato… e poi ci ha portati, con le scuole di Alpignano e Caselette, sui luoghi della memoria e a partecipare alla marcia organizzata a 40 anni dalla morte di Impastato”.

L’Associazione è stata recentemente premiata con il premio internazionale Livatino-Saetta-Costa. Anche Olimpia Orioli, “mamma coraggio” che si sta battendo in nome della legalità per avere giustizia sull’omicidio del figlio Luca e che venne insignita della cittadinanza onoraria di Alpignano scrive: “ancora una volta Pasquale Lo Tufo ci strabilia con le sue originali ed efficacissime iniziative capaci di formare coscienze libere attraverso la sperimentazione di emozioni così forti e coinvolgenti. La sua operatività è il dono della sua vita per la realizzazione del Bene Sociale, per la difesa del giusto diritto e per affiancare, motivandole, le forze che contano in questo ambizioso progetto formativo”.

Paolo Giordanino

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