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Cronaca | lunedì 12 marzo 2018, 17:12

Alpignano: “Ponte Nuovo”. Allo studio una soluzione per evitare altre morti tragiche

Il Comune sta cercando le modalità più adatte a rendere sicura la struttura, impedendo di scavalcare il parapetto. Il sindaco Oliva: "Necessario trovare un deterrente"

Dopo l'ultimo caso di suicidio dello scorso 23 febbraio, in cui un ragazzo diciassettenne si è lanciato dal ponte perdendo la vita nelle gelide acque della Dora, l'amministrazione comunale di Alpignano sta valutando quali soluzioni adottare per rendere più difficile la possibilità di scavalcare il parapetto del “Ponte nuovo” per poi togliersi la vita saltando giù.

Il ponte su via Mazzini fu inaugurato il 3 maggio 1936 dopo due anni di lavori; è largo 12 metri, lungo 150 e nella parte centrale l'altezza del ponte dal greto della Dora al parapetto e di 34 metri a monte ed 1 metro in meno sul lato a valle. Il parapetto è alto circa 1,30 metri, il che lo rende facilmente scavalcabile. Nella zona è uno dei ponti o cavalcavia tra i più alti ed è meta quasi costante, sin da quando fu costruito, di chi ha in animo di commettere un atto estremo. Forse una rete di qualche metro più alta sopra il muretto in cemento sarebbe dissuasiva.

“Stiamo pensando a qualunque soluzione che possa servire da deterrente per evitare questi tristi suicidi - afferma il sindaco Andrea Oliva – anche se credo sia molto difficile rendere sicuro qualsiasi luogo per chi ha la volontà di farla finita. Ricordo ancora con amarezza, qualche anno, quando un altro giovane ragazzo si è buttato sotto il treno”. Il primo cittadino insieme alla sua squadra sta facendo delle valutazioni anche fuori città: “siamo in contatto con altri Comuni in cui c'erano situazioni analoghe, ad esempio in provincia di Cuneo dove c'era un viadotto molto alto in cui i casi di suicidio erano anche lì molto frequenti. Andremo proprio a contattare queste amministrazioni per capire se le azioni adottate hanno portato degli esiti positivi e possono essere applicate anche qui”. Conclude il sindaco: “se ci sono valide soluzioni che possono ridurre questi atti estremi faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità”.

Paolo Giordanino

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