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Attualità | 20 febbraio 2018, 10:48

Lettera aperta del sindacato Nursind al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin

Al centro il caso dell'infermiere del 118 di Grugliasco, che sarà convocato davanti al consiglio disciplinare per aver segnalato ai carabinieri un reato

Lettera aperta del sindacato Nursind al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin

Nursind, il Sindacato delle Professioni infermieristiche, a nome del Coordinatore Regionale Francesco Coppolella e del Segretario Territoriale di Torino Giuseppe Summa, scrive una lettera aperta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Argomento: il caso dell'infermiere della centrale operativa del 118 di Grugliasco Agostinis Stefano, inviato in consiglio disciplinare da parte della sua Azienda Città della Salute e della Scienza di Torino, per aver segnalato ai carabinieri un reato punibile penalmente.

"Una professione intellettuale è per definizione autonoma e questo è il vero problema. Potremmo citare tutte le norme e la giurisprudenza sul tema, non sarebbe sufficiente. Il termine 'autonomia' è spesso troppo difficile da accettare e a dimostrarlo c'è più di caso meritevole della sua attenzione. In particolare, quello di Stefano, infermiere della Centrale Operativa 118 di Torino, 'reo' di aver
chiamato i Carabinieri per liberare l’ennesimo mezzo di soccorso sottratto alla cittadinanza, trattenuto in uno ospedale del torinese per mancanza di barelle".

"Un’azione che ha scatenato le ire dei Dirigenti di Pronto Soccorso e 118. La commissione disciplinare, convocata per giudicare l’operato del collega, si riunirà il 22 febbraio prossimo. Vogliamo ricordare inoltre i casi di Raffaella NOVALDI, Gianfranco RUGGIU e Antonia LUCI (deceduta a Torino il primo gennaio 2018) , che non sono vittime del fato ineluttabile ma della disorganizzazione posta in essere di fronte a eventi ciclici, stagionali e prevedibili. Strategie scellerate che perdurano nei loro effetti colpevolizzando chiunque alzi la testa o vi si opponga".

"Sfugge probabilmente anche ai manager più eruditi la definizione di 'soccorso pubblico', un’ambulanza serve per salvare vite umane ed è a disposizione dei cittadini. Non è proprietà del direttore del 118 men che meno del dirigente medico ospedaliero e ci piacerebbe assistere a pari veemenza nel richiedere provvedimenti nei confronti di chi ha tagliato i servizi, i posti letto e il personale. La convocazione disciplinare in questo caso oltre a rappresentare un atto intimidatorio, ha avvallato un comportamento illecito giustificando che una barella venga trattenuta in Pronto Soccorso per ore".

"Noi riteniamo che ci sia qualcosa di malato in un sistema che istruisce procedimenti così rapidi in nome di una “lesa maestà” inesistente, ma che non batte ciglio di fronte a morti che potevano essere evitate. La preghiamo di dar seguito alle sue nobili parole adoperandosi per il ripristino dello stato di diritto che qui parrebbe definitivamente scomparso. La dignità dei lavoratori, la salvaguardia della vita umana e la tutela dei soggetti deboli non valgono la difesa ad oltranza di dirigenti arroganti e di un sistema che sfoggia sempre più l’arroganza dell’impunità".

r.g.

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