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Eventi | martedì 13 febbraio 2018, 11:14

Collegno, appuntamento con l'ultima notte di Giordano Bruno

L'opera, con la regia di Renzo Sicco e Lino Spadaro, sarà in scena sabato 17 febbraio alle 21 presso l'Auditorium Arpino

Collegno, appuntamento con l'ultima notte di Giordano Bruno

Giordano Bruno e la sua storia (o sarebbe meglio dire, le sue ultime ore) arrivano a Collegno. Sabato 17 febbraio, alle 21, presso l'auditorium Arpino di via Bussoleno 50, andrà in scena lo spettacolo "L'ultima notte di Giordano Bruno", nato da un’idea di Renzo Sicco, che cura anche la regina insieme a Lino Spadaro e che vede sul palco, oltre a Spadaro, anche Giovanni Boni e Paolo Sicco.

Quattrocento anni or sono, nel 1600, Giordano Bruno filosofo di fama europea venne arso come eretico. Per quasi tre secoli la sua memoria appartenne a pochi fino all’Ottocento, quando fu riscoperto dall’Italia risorgimentale e trasformato in un martire. Quando si abbottona male il primo bottone della camicia, soleva dire Giordano Bruno, tutti gli altri vanno fuori posto. Lui ne sapeva qualche cosa, perché gli andò tutto male, fin dall’inizio. Era versato in disgrazia come Don Chisciotte. La sua vita mescola come poche altre tragicità e grandezza. Peregrino per una quindicina d’anni attraverso l’Europa, si resta stupefatti di come egli, pur navigando in mezzo ai marosi, potesse scrivere tanti libri. Un bel giorno ebbe la malaugurata idea di tornare in Italia finendo così nelle grinfie dell’Inquisizione. Aveva quarantaquattro anni.
Fu tenuto in carcere per ben otto anni e solo il 17 febbraio del 1600 i suoi carnefici lo bruciarono vivo in Campo dei Fiori a Roma.
Come pensatore anticipò molti aspetti della scienza moderna, specialmente nel campo della cosmologia e fu travolto dal suo amore per il sapere e dall’odio contro ogni dogmatismo.

"La nostra libera rielaborazione - spiegano gli autori - si avvale tanto dei costituti, vale a dire degli atti del processo, che di ciò che Bruno stesso dice nelle sue opere, che della potente suggestione che la sua vicenda ha messo in moto nell’immaginario di studiosi che nei percorsi di Bruno si sono identificati e riconosciuti. Certe sue trattazioni metafisiche e filosofiche provocano un senso di vertigine, altre destano orrore perché rivelano le sevizie e le torture cui andavano incontro le vittime dell’Inquisizione".

r.g.

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