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Speciale elezioni | domenica 11 febbraio 2018, 13:08

Esposito (Pd): "Una campagna elettorale che si gioca nelle case degli indecisi e degli arrabbiati"

Ospite insieme a Umberto D'Ottavio a Orbassano, questa mattina il senatore dem ha rinnovato l'invito al partito: "Più sono distanti da noi, più è utile parlare con loro. Anche se sono arrabbiati". Un riferimento anche ai fatti di Macerata: "Noi, antifascisti nei fatti", ha detto il candidato alla Camera

"Territorio e servizi". Ecco i due ingredienti della ricetta che hanno presentato questa mattina, a Orbassano, i candidati del Partito democratico in vista delle prossime elezioni Politiche. In particolare, a confrontarsi con i presenti c'erano Stefano Esposito, senatore uscente dem alla ricerca della conferma e Umberto D'Ottavio, che invece punta a un seggio alla Camera dei Deputati. Entrambi, nel collegio di Torino 2 che comprende Collegno, Grugliasco e Rivoli.
Con loro, anche Davide Gariglio, segretario Pd per il Piemonte, il consigliere regionale Andrea Appiano, il sindaco di Beinasco Maurizio Piazza e il candidato sindaco proprio per Orbassano, Roberto Taglietta.

Al teatro Pertini, proprio Esposito ha ribadito come bisogna dirsi "con franchezza, che c'è una partita che si sta giocando che è determinante per il Paese, prima che per i singoli. Dobbiamo porci l'obiettivo di andare a parlare con più persone possibili per far capire l'importanza di questo turno elettorale. E' una campagna elettorale che va interpretata "fuori", entrando nella casa degli indecisi e degli arrabbiati". "Al partito - ha aggiunto - chiedo di parlare con chi è lontano da noi. E' con loro che risulta utile andarci a parlare, con queste persone. Lo deve fare chi ha rapporti e relazioni sul territorio".

"La loro - ha ancora detto Esposito - è una rabbia che è tanta, ma che ha delle motivazioni. Ma visto che le nostre politiche hanno contribuito a rimettere il segno più di fronte a tutti gli indicatori economici che restituiscono la salute del Paese, è necessario che tutti lo capiscano. Anche coloro che adesso vivono ancora con i problemi, magari con un figlio di 45 anni che vive in casa e ha bisogno dei soldi per comprarsi le sigarette". "I mercati sono uno specchio di questa situazione - ha concluso - e dobbiamo andare lì a parlare con la gente. E visto che saremo gli unici a cercare il rapporto con queste persone, una volta superato il momento del giusto sfogo, le persone si aprono, ti raccontano i loro problemi e ti ascoltano. Magari non li convinci, ma è un legame che resta".
"Questa legge, che in generale non mi piace molto, ha questo aspetto che apprezzo: che la gente sa che siamo qui e che ci saremo anche più avanti, se vorranno venirci a cercare", ha detto ancora Esposito.

E infine lancia un appello: "Non abbiamo nulla di cui vergognarci: andiamo all'attacco e proponiamo il confronto a tutti i nostri avversari, dai Cinque Stelle ai Liberi e Uguali. Basta giocare sulla difensiva ("Basta!", gli ha fatto eco una bimba dalla platea, scatenando l'ilarità del pubblico). Sappiano che un voto dato in quella direzione comporta il rischio di ritrovarsi nella giostra pericolosa dell'estrema destra".

D'Ottavio, nel suo intervento, ha fatto riferimento ai recenti, drammatici fatti di Macerata: "Noi siamo antifascisti nei fatti - ha detto - e si deve ricordare che a Macerata è stato colpito il Pd. Siamo noi gli avversari dei fascisti. Ci occupiamo degli immigrati. Non ci limitiamo a parlarne. Tra chi ci accusa di non occuparci degli immigrati e chi invece ci accusa di aiutarli troppo dobbiamo trovare la risposta. I Cinque Stelle anziché condividere lo sforzo di salvare vite e di garantire accoglienza promettono sbarchi zero. Ma come? L'italia deve essere accogliente, ma deve condividere con l'Unione Europea la necessità di costruire per chi arriva un progetto di vita per chi arriva. L'Europa deve condividere la nostra posizione. E poi la proposta è che in campagna elettorale i partiti per legge debbano presentare un programma elettorale certificato. Con proposte accompagnate dal loro impegno economico e da dove si conta di prendere i soldi".

Massimiliano Sciullo

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