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Viabilità e trasporti | venerdì 09 febbraio 2018, 09:01

Rivoli, senza la fermata del bus i disabili costretti a stare chiusi in casa

L'appello arriva dalla APRI-onlus: lungo la linea 1432 Gronda servirebbe uno stop in via Rivalta 91, zona senza marciapiedi e pericolosa e dove vivono due ipovedenti con difficoltà a spostarsi da soli. Bongi: "Tante belle parole, ma nessuno ha fatto niente finora"

Rivoli, senza la fermata del bus i disabili costretti a stare chiusi in casa

Sono ormai passati quasi sei mesi dalla richiesta, reiterata ed argomentata, di istituire una fermata aggiuntiva, lungo la linea extraurbana GTT  "1432 Gronda" all'altezza di via Rivalta 91 a Rivoli. Si tratta di una località disagevole, posta lungo una strada provinciale senza marciapiedi, al confine fra i comuni di Rivoli e Rivalta.

Per ora, tuttavia, nulla di fatto. Ma c'è un elemento che rafforza ulteriormente questo appello: a parte i problemi evidenziati dai cittadini residenti, in zona risiedono anche due persone gravemente ipovedenti, le quali oggi non possono assolutamente percorrere autonomamente i circa 400 metri che li separano dalla fermata più vicina. Il percorso, privo di marciapiedi e guide naturali, è troppo pericoloso ed insicuro.

"Prima di rivolgerci ai giornali - dichiara il presidente di APRI-onlus, Marco Bongi - "abbiamo voluto seguire diligentemente tutta la trafila. Abbiamo scritto al comune, a GTT, alla Città Metropolitana, all'Agenzia della Mobilità e così via. Tutti ci hanno risposto con belle parole ma, in pratica, ognuno scaricava su qualche altro la competenza. Alla fine nulla è cambiato".

La linea 1432 Gronda rappresenta l'unico servizio di trasporto pubblico transitante nella zona e, senza la fermata aggiuntiva, i due cittadini ipovedenti sono costretti praticamente a restare chiusi in casa tutto il giorno. Basterebbe davvero poco a dare loro un'opportunità di vita sociale. In una fase transitoria infatti, anche se non ci sono fondi per la realizzazione della pensilina, così come avviene in altre fermate della linea, basterebbe piantare il segnale della palina.

"Attendiamo dunque delle risposte - conclude Bongi - o che almeno tutti gli attori in campo possano riunirsi attorno allo stesso tavolo ed esaminare concretamente la soluzione più praticabile".

Massimiliano Sciullo

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